I "PRATI DEL POPOLO ROMANO" A TESTACCIO E LA NASCITA DEL CIMITERO PROTESTANTE

La piana del Testaccio si estende per circa 600.000 mq e presenta un tessuto urbano ricco di testimonianze storiche. A partire dal II secolo a.C., e poi tra il I e il II secolo d.C., quando l'antico approdo di Roma presso il Foro Boario divenne insufficiente per i bisogni cittadini, la piana del Testaccio fu destinata alla costruzione di un porto (Emporium), di magazzini per la conservazione delle merci (Porticus Aemilia, Horrea Galbana, Seiana ecc.) e di una grande discarica controllata di anfore olearie di età imperiale, il Monte dei Cocci o Monte Testaccio. Tra il V ed il VII secolo d.C. la piana subì un progressivo fenomeno di ruralizzazione e dall'età imperiale fu destinata all'impianto di orti e vigne. Una parte dell'attuale rione fu lasciata al pubblico godimento e pertanto era nota come "prati del popolo romano". Dopo l'unità d'Italia nel 1872 il Comune destinò l'area a ospitare gli stabilimenti industriali e le annesse abitazioni operaie.

Su progetto dell'architetto G.Ersoch, fu realizzato il moderno e funzionale mattatoio. Le abitazioni popolari invece non furono dotate di infrastrutture (rete idrica, fognaria, elettrica ecc.) determinando condizioni di vita precarie ed inadeguate. La situazione cambiò solo dopo il 1909, con l'intervento del Comune attraverso i nuovi edifici dell'istituto Case Popolari. Il regime fascista promosse un'ulteriore fase edilizia, che corrispose al graduale inserimento nel quartiere dei ceti medi impiegatizi e ad una progressiva trasformazione sociale.

Oggi il Testaccio accoglie nuove e diverse realtà culturali, tra cui la Facoltà di Architettura dell'Università Roma Tre, l'Istituto Europeo di Design e una sezione del Museo di Arte Contemporanea di Roma, dimostrando grandi potenzialità nella evoluzione del suo profilo sociale, commerciale e culturale.

Dal XVIII secolo i "prati del popolo romano" destinati ad un uso pubblico accolsero, presso Testaccio, le spoglie delle persone di religione protestante che secondo la legislazione pontificia non potevano essere sepolte in Chiesa, ma per le quali era disdicevole anche la sepoltura al Muro Torto tra le tombe degli emarginati, dei condannati a morte e di coloro che avevano rifiutato i sacramenti.

Il Cimitero degli Inglesi o Cimitero Acattolico nacque dunque da un insieme di discriminazione, per cui l'eretico andava confinato in una zona marginale, e privilegio, considerato l'elevato livello sociale e culturale dei sepolti.

La prima notizia di una tomba a Testaccio risale al 1738. Fino al 1765, non fu possibile al pari di quanto avveniva per gli Ebrei realizzare monumenti sepolcrali e l'area mantenne l'aspetto di un prato.

Tra i principali risultati della pressione diplomatica dei Paesi Protestanti sulla Chiesa vi fu, nel XIX secolo, la realizzazione di opere di recinzione del Cimitero, le cui tombe erano spesso profanate da fanatici o ubriachi, e la regolamentazione dei diritti di sepoltura.

Sebbene la trasformazione di Roma in Capitale d'Italia nel 1870 avesse portato la libertà confessionale, il Cimitero fu minacciato dalla espansione edilizia dei nuovi quartieri operai, ma l'azione diplomatica delle ambasciate straniere ne garantì la salvezza.

Il luogo si configura oggi come Parco, che in parte conserva l'originario carattere rurale e in parte ricorda il cimitero - giardino in uso nell'Europa protestante.

Il Cimitero custodisce oggi il ricordo di artisti famosi di varia nazionalità, ceto, fede o convinzione politica, come i poeti inglesi J.Keats e P.B. Shelley, o Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista Italiano e antifascista.

Durata della visita guidata al Cimitero Acattolico di Testaccio: 1 h e 30' circa.

Informazioni e prenotazioni delle visite guidate, anche per i gruppi scuola: inviare una mail a romabella@visite-guidate-roma.com, oppure amicidiromabella@virgilio.it, o compilare il form sotto lasciando tutti gli estremi per essere ricontattati.