IL COMPLESSO DI SAN GREGORIO AL CELIO

APPUNTAMENTO: VENERDI 22 NOVEMBRE 2019 H 16 DAVANTI ALLA CHIESA DI SAN GREGORIO AL CELIO.

DURATA: 1 H. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527 (attivi tutti i giorni h 8-20).

Il complesso di San Gregorio fu edificato nel VI secolo in uno dei punti nevralgici di Roma, risultato del passaggio di importanti arterie urbane e consolari. La chiesa si erge in posizione preminente su una delle alture del Celio, da cui domina sulla antica via Triumphalis (attuale via di San Gregorio) e sul Clivus Scauri (attuale Clivo di Scauro, la strada romana che collega ancora oggi il complesso gregoriano al Laterano).

In relazione a questa rete viaria sorsero importanti strutture monumentali, a cui nel corso del tempo si affiancarono eminenti luoghi di culto. Il complesso del Celio si lega alla figura di Papa Gregorio Magno (590-604): personaggio di spicco della sede pontificia e vero fondatore della Roma medievale, nato dalla ricca gens degli Anicii e ritiratosi, dopo una brillante carriera amministrativa e religiosa, nel monastero da lui stesso fondato in una delle tenute di famiglia. Nella costruzione del monastero fu inglobata la biblioteca fondata nel 535 da Papa Agapito, in prossimità del Septizodium, una singolare costruzione dell'epoca di Settimio Severo, utilizzato come fortilizio nel VI secolo e distrutto alla fine del '500. Del monastero, inizialmente intitolato a Sant'Andrea e dedicato a San Gregorio solo nell'XI secolo, e della villa, resta ben poco: le cappelle di Santa Barbara e di Santa Maria, le celle, le stalle, un cortile e una piccola abside dietro alla cantina.

Fra la Chiesa odierna e la biblioteca vi sono tre cappelle, due delle quali, ricostruite su murature romana del V secolo, appartenevano probabilmente al complesso gregoriano. I tre edifici sono comunque il risultato di nuove costruzioni o di ristrutturazioni di fabbriche precedenti, promosse nel 1602 dal cardinale Cesare Baronio: la cappella di Santa Silvia, eretta ex novo nel 1602, presenta nell'abside il "concerto di angeli" di Guido Reni; quella centrale di Sant'Andrea, fu ampiamente rimaneggiata nel Seicento ed ornata dagli affreschi del Reni e del Domenichino; e quella di Santa Barbara detta "del triclinium", edificata sui piani inferiori di una casa di epoca romana.

La chiesa, rinnovata più volte nel corso del Medioevo e del Rinascimento, nel 1573 fu concessa da Papa Gregorio XIII ai monaci camaldolesi, che la reggono ancora oggi. In occasione del giubileo del 1600 furono sistemate la scalinata e la piazza antistante la chiesa, ma quanto attualmente si vede è il risultato degli interventi effettuati da Giovanni Battista Soria tra il 1629 e il 1633, sotto la direzione del cardinale Scipione Borghese. La chiesa presenta una pianta a tre navate divise da 16 colonne antiche fiancheggiate da pilastri ed è preceduta dalla facciata accentuatamente verticale realizzata dal Soria, che ripropose qui il tema già sperimentato da Giacomo della Porta nel prospetto di San Luigi dei Francesi. L'atrio è preceduto da un portico in cui furono riutilizzate colonne e pilastri provenienti dal cortile della chiesa precedente. L'interno fu rimaneggiato tra il 1725 e il 1734 dal Ferrari, un architetto lombardo che nella chiesa del Celio manifestò tutta la sua predilezione per le stuccature. Da segnalare sono infine, oltre all'apparato decorativo, la cappella Salviati realizzata su progetto di F. da Volterra e portata a termine da Carlo Maderno nel 1600, e, nella stessa cappella, un antichissimo affresco della Madonna col Bambino, che secondo la tradizione avrebbe parlato a San Gregorio.

La visita guidata è gratuita.