ROMA SOTTERRANEA: L'AUDITORIUM DI MECENATE CON APERTURA IN ESCLUSIVA

APPUNTAMENTO: DOMENICA 16 DICEMBRE 2018 H 15 DAVANTI ALL'INGRESSO DEL SITO IN LARGO LEOPARDI N. 22.

DURATA: 1 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

L'Auditorium o Ninfeo di Mecenate presso Largo Leopardi è un sito sotterraneo oggi gestito dalla società Zetema per conto della Soprintendenza Archeologica di Roma Capitale.

La struttura rinvenuta nel 1874 era un tempo parte degli Horti Maecenatis. E' costituita da un vasto ambiente rettangolare seminterrato con una abside sul lato opposto all'ingresso e si può datare intorno al 30 a.C.

Da un passo di Orazio sappiamo che in questo punto del colle Esquilino sorgeva la Villa di Mecenate, che fu edificata obliterando l'antico sepolcreto esquilino e l'aggere delle Mura Serviane, cui in parte la struttura del Ninfeo si appoggia.

Dopo la morte di Mecenate nell'8 a.C. la villa entrò nelle proprietà imperiali e poi fu donata a Tiberio dopo il rientro dal suo esilio. Questi intraprese alcuni interventi di modifica e a questa fase appartengono le pitture a giardino di terzo stile del ninfeo, di poco anteriori agli affreschi del ninfeo sotterraneo della villa di Livia a Prima Porta.

Nella sezione posteriore della sala sono state aperte 6 nicchie per parete, a cui si aggiungono 5 nicchie che si trovano nell'abside, occupata da una gradinata semicircolare a 7 gradoni, un tempo rivestiti di marmo cipollino, quasi a formare una piccola cavea per spettacoli teatrali o musicali.

Dal gradino più alto della cavea fuoriuscivano alcuni tubi in seguito otturati, che immettevano molta acqua nella vasta aula. Da questo dettaglio si è voluto identificare l'intero complesso come un ninfeo, luogo di soggiorno estivo in cui la temperatura era mantenuta fresca dai numerosi zampilli di acqua. Tutta la struttura era decorata anche con pitture di giardino nelle nicchie, dando l'idea di un fresco e rilassante parco in cui trascorrere le ore della calura estiva.

Il ninfeo era collegato a una serie di stanze e corridoi, la cui datazione in base alla tecnica muraria dell'opus reticolatum con cubilia di buona fattura e di modulo non superiore ai 6 cm., va collocata tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero. Coevo a questa fase è anche un mosaico pavimentale con tessere bianche dipinte a fasce rosse nella tecnica ad encausto. Sopra questo mosaico in età tiberiana venne poi applicato un pavimento in opus sectile di marmo. Una terza fase di frequentazione (II secolo d.C.) sembrerebbe costituita dal muro in opera laterizia appoggiato alla parte bassa della cavea.