L'INSULA DI ETA' SEVERIANA SOTTO LA BASILICA DI SS. GIOVANNI E PAOLO AL CELIO

Un edificio porticato, con botteghe al livello della strada e vani di abitazione ai piani superiori, venne realizzato nella prima metà del III secolo d.C. lungo il settore sud-occidentale dell'isolato, fra il Clivus Scauri a sud, il cortile interno a nord ed una più antica costruzione, posta all'estremità ovest.

La nuova insula, in muratura laterizia, corrisponde a gran parte della navata centrale e della navata sinistra della basilica superiore, costituendo la quasi totalità di ciò che oggi è visitabile. Fu inserita, come si è visto, in un'area già occupata da uno o più edifici anteriori, a cui appartengono le strutture murarie della fase I, in parte riutilizzate nella costruzione del nuovo edificio. La facciata dell'insula, incorporata nella parete perimetrale sinistra della chiesa e conservata per tutta la sua lunghezza e gran parte dell'altezza, prospettava sul clivo con una fronte uniforme.

Questa era caratterizzata, a livello della strada, da un lungo porticato con 6 aperture ad arco impostate su pilastri in muratura, ad eccezione dei due posti all'estremità, realizzati con blocchi di travertino. Si tratta di un raro esempio, tra i migliori conservati a Roma, di facciata di un grande edificio abitativo romano della prima età imperiale.

Dal portico, in origine continuo, poi tramezzato, si accedeva agli ambienti del piano terra, che costituivano il settore commerciale dell'edificio. Esso era suddiviso in una serie di tabernae: ciascuno degli ambienti principali di vendita si affacciava sul portico mediante una porta ad arco ribassato, sormontata da un arco di scarico con lucernaio. Ogni unità aveva poi un vano posteriore, ovvero un retrobottega che disponeva di un ingresso secondario sul cortile. Ogni taberna era dotata di un soppalco ligneo, utilizzato come abitazione della famiglia del bottegaio. Tali soppalchi erano accessibili per mezzo di scalette lignee poggianti su blocchi di muratura. La comunicazione fra i mezzanini delle tre unità di botteghe era resa possibile da aperture poste nella parte alta della parete divisoria. L'insula descritta, per il suo carattere sostanzialmente utilitario, sembra fosse in questa fase privo di decorazioni pittoriche e pavimentali.