LA TAVOLA DEGLI ANTICHI ROMANI

La tavola di duemila anni fa era simile a quella di oggi: la differenza è nella varietà del menu', meno ricco ed abbondante: meno prodotti, ma nel trionfo della biodiversità, basti pensare ai duecento tipi di insalate! Anche la lavorazione delle portate era più semplice, e l'uso delle spezie e di salse per condimenti molto accentuato.

Nel periodo repubblicano, più austero, si preferivano zuppe e polente di farro, formaggi e uova, fave e insalate, frutti di stagione, raramente carne. Il menu' sulla tavola dei ricchi era sfarzoso ed opulento, il clima allegro, conviviale. Un esempio di menu' tipico dei ricchi pompeiani: antipasto (gustum) con scriblita (focacce speziate); caseus (ricotta), caseus caprinus (formaggio di capra stagionato), brassica (cavolo in salsa di garum), cucurbitas frictas (cubetti di zucche fritte). La portata principale (mensae primae) era a base di porcellum assus (maialino arrostito), esicia omentata (polpette avvolte in omento, rete dello stomaco del maiale), patina de apua fricta (pasticcio di acciughe fritte) mentre come dolce e frutta (mensae secundae) si servivano mele annurche, melograni, pere, uva, fichi secchi e basynas (struffoli), ma anche noci, nocciole e mandorle.

Si mangiava sdraiati sui triclini; il popolo mangiava seduto direttamente in terra. Si beveva molto vino, il rimedio agli affanni ed alla tensione. Al mattino si faceva una ricca colazione consumata in piedi (ientaculum) con gli avanzi della sera prima; per i bambini si preparavano latte e focaccette dolci o salate. Un parco pranzo in semplici osterie (popinae) o locande (cauponae), i fast food di allora. La sera si consumava la coena, il pasto principale della giornata.