LE TERME DI CARACALLA CON INGRESSO GRATUITO PER LA PRIMA DOMENICA DEL MESE

APPUNTAMENTO: DOMENICA 6 GENNAIO 2019 H 14 DAVANTI ALLA BIGLIETTERIA DELLE TERME DI CARACALLA.

DURATA: 1 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

INGRESSI GRATUITI PER TUTTI PER LA PRIMA DOMENICA DEL MESE.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Le Terme di Caracalla (in latino: Thermae Antoninianae) sono il complesso termale pubblico di epoca imperiale meglio conservato a Roma e pienamente visibile in ogni sua parte in quanto libero da sovrastrutture di epoca successiva.

Furono edificate dall'imperatore Caracalla, della dinastia dei Severi, sul Piccolo Aventino tra il 212 ed il 217 d.C., al di fuori della Porta Capena delle Mura Serviane e presso il Bosco delle Camene.

Costruite interamente in opera laterizia, furono le più grandi mai realizzate in tutto l'impero fino alla inaugurazione delle Terme di Diocleziano agli inizi del IV secolo d.C. Potevano accogliere circa 2500 persone al giorno, in gran parte cittadini romani residenti della zona compresa tra il Celio, l'Aventino e il Circo Massimo.

Le terme furono inaugurate nel 217 prima del termine dei lavori. I successori di Caracalla, Elagabalo (218-222) ed Alessandro Severo (222-235) completarono l'edificio, compreso il perimetro esterno, che accoglieva biblioteche, sale per spettacoli ed addirittura una cavea per spettacoli teatrali.

Per rifornire di acqua l'enorme complesso, fu condotta una diramazione dall'Acqua Marcia del 144 a.C., chiamata Aqua Antoniniana, che attraversava l'Appia utilizzando l'arcata del già esistente Arco di Druso. Per creare lo spazio necessario alle terme, fu sbancato un intero fianco della collina del Piccolo Aventino, livellando con il materiale di riporto il pendio rivolto verso la via Appia.

I quattro ingressi monumentali furono aperti sul lato Nord, preceduti da un ampio viale alberato denominato Via Nova.

Nel corso delle guerre gotico-bizantine (535-553), Roma fu posta 2 volte sotto assedio e nel 537, a causa del taglio degli acquedotti ad opera dei Goti, le terme non funzionarono più.

Caduto in rovina e parzialmente riutilizzato per vari scopi (luogo di culto cristiano, abitazione, cimitero, cava di materiali da costruzione, vigneto e area agricola), il complesso termale fu di nuovo oggetto di interesse umanistico e di attività soprattutto finalizzate alla ricerca e al recupero di opere d'arte a partire dal XVI secolo.

Sotto Papa Paolo III Farnese scavi condotti in modo intensivo e sistematico condussero alla scoperta di celebri gruppi scultorei, salvati dai saccheggi di epoca medievale a causa del fatto che giacevano sepolti sotto metri di detriti. Molti di questi capolavori, entrati a far parte della collezione Farnese ospitata in Palazzo Farnese a Roma, a causa di vicende ereditarie e dinastiche furono trasferiti a Napoli, ed oggi possono essere ammirati nel Museo Archeologico Nazionale di quella città.

La statua più famosa di tutte è certamente l'Ercole Farnese, raffigurante l'eroe in riposo con la clava e i pomi del giardino delle Esperidi, celebrata fin dall'antichità ed oggetto di numerose copie anche di formato ridotto ad uso cultuale o semplicemente come monili; poi il Toro Farnese, raffigurante il supplizio di Dirce, anche questo esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e la cosiddetta Flora Farnese.

Una delle colonne di granito del Frigidarium fu rimossa integra dalle terme nel 1563 per essere donata da papa Pio IV al primo granduca di Toscana Cosimo I de Medici, che la fece porre al centro di piazza Santa Trinita a Firenze.

Due gigantesche vasche in granito rosa egiziano, provenienti da ambienti di passaggio, si trovano oggi riutilizzate come fontane in Piazza Farnese, una davanti al palazzo del Gallo di Roccagiovine e l'altra davanti alla chiesa di Santa Brigida.

Magnifici sono i resti dei mosaici che ancora si possono ammirare in situ, all'interno delle due palestre e degli apodyteria (gli spogliatoi) ottenuti con tessere policrome di pregiati marmi d'importazione. Ma ciò che più sconcerta sono le dimensioni del complesso, basti pensare che la natatio, la piscina di acqua non riscaldata utilizzata per il bagno finale dopo la sequenza dei passaggi gymnasium - laconicum - calidarium - tepidarium - frigidarium, misura ben 54 metri di lunghezza!

Le terme di Caracalla sono oltre ad una magnifica eredità giuntaci dal passato, un chiaro esempio della munificenza e generosità degli imperatori, al solo fine di guadagnare il favore della plebe!