ROMA NASCOSTA: L'INSULA ROMANA DELL'ARACOELI CON APERTURA ESCLUSIVA

APPUNTAMENTO: DOMENICA 20 GENNAIO 2019 H 15 AI PIEDI DELLA SCALINATA DEL CAMPIDOGLIO.

DURATA: 1 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

L'Insula Romana dell'Aracoeli alle pendici del Campidoglio è una costruzione ad uso residenziale risalente al II secolo d.C., scoperta nel 1931.

La struttura tutta in laterizio, originariamente di 5 o forse 6 piani, rappresenta molto bene l'urbanistica estensiva di Roma nella piena età imperiale, ed è paragonabile alle contemporanee insule adrianee di Ostia antica. Si appoggia direttamente alla rupe del Campidoglio, dalla quale è separata solo da un muro con paramento in opera reticolata, di età anteriore.

In epoca medievale sopra l'insula fu edificata la Chiesa di San Biagio del Mercato; sopra quest'ultima venne poi costruita nel 1653 una seconda chiesa dedicata a Santa Rita da Cascia, spostata in blocco durante i lavori degli anni Trenta e sistemata nei pressi del Teatro di Marcello nel 1937. La demolizione di questa chiesa permise la scoperta dell'insula sottostante, che fu salvata a differenza dei numerosi edifici medievali che interessavano la zona.

Dell'oratorio medioevale dedicato a San Biagio sopravvivono solo il minuscolo campanile (alquanto lacunoso) e un arcosolio affrescato con Cristo tra la Vergine e San Giovanni.

L'insula, caseggiato ad uso abitativo popolare, è formata da un edificio a più piani al cui interno si articolavano diverse unità immobiliari. Questi ambienti angusti, privi di luce e spesso fatiscenti, erano in genere presi in affitto dalla plebe urbana, anche se è noto che alcuni personaggi di cultura e politici abitarono nelle insulae.

L'insula è una delle prime forme di edificio a proprietà ripartita, e può essere considerata un'antenata del condominio. Come molti edifici di questo tipo, al pian terreno accoglieva le tabernae, piccoli negozi preceduti da un porticato e destinati alla vendita al dettaglio di cibo, vestiario e altri beni di uso quotidiano.

Dal primo piano (chiamato cenaculum) a seguire si trovavano le abitazioni destinate agli affitti. Si possono osservare la pavimentazione in opus spicatum e le finestre rettangolari, con infissi in legno andati perduti.

Man mano che si sale gli ambienti sono sempre più piccoli, e ciò lascia pensare a differenze di valore fra le unità dei vari piani, nel senso che le unità ai piani più elevati avessero valori minori, mentre le unità dei piani inferiori (con meno scale e più ampie e luminose) fossero più apprezzate e dunque riservate a inquilini più facoltosi.

I piani più elevati dell'insula, oltre ad essere più angusti, venivano spesso colpiti da incendi o crolli date le numerose parti in legno fragili e di scarsa qualità. In tutto il complesso le stanze prendevano luce solo dalle finestre aperte sulla strada.

Si stima che l'insula dell'Aracoeli potesse accogliere circa 370 persone in condizioni abitative non certo gradevoli, ma è pur vero che il cittadino romano medio, il "plebeo", poteva godere di servizi fondamentali quali le terme, le palestre, i teatri e altri luoghi di svago, i locali per mangiare, al di fuori delle insulae, utilizzate in effetti solo per dormire.