ROMA SOTTERRANEA: IL MITREO DEL CIRCO MASSIMO CON APERTURA IN ESCLUSIVA

APPUNTAMENTO: DOMENICA 20 DICEMBRE 2020 H 10 IN PIAZZA BOCCA DELLA VERITA', DAVANTI ALLA CHIESA DI SANTA MARIA IN COSMEDIN. DURATA: 1 H. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: inforomabella@virgilio.it, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527, o compilando il form sotto.

Il Mitreo del Circo Massimo o Mitreo dell'Ara Massima di Ercole al foro boario si trova in Piazza Bocca della Verità, accanto alla Basilica di Santa Maria in Cosmedin, antica diaconia risalente al VI secolo d.C. Il mitreo è stato ricavato all'interno di un edificio pubblico in laterizio, dell'età imperiale, la cui fronte guardava verso i carceres ovvero le gabbie di partenza lungo il lato breve rettilineo del Circo Massimo dove correva una strada antica chiamata via ad duodecim portas.

L'edificio fu scoperto e scavato nel 1931 durante i lavori di costruzione di un magazzino del Teatro dell'Opera di Roma. Al piano terreno dell'edificio in laterizio si trovano cinque stanze rettangolari parallele comunicanti tra loro; due scalinate sul lato verso il Circo Massimo portavano al piano superiore. Tali scale, che possiamo osservare da sotto, furono aggiunte per raggiungere il piano superiore in una seconda fase di costruzione, nel II secolo avanzato.

Nel III secolo gli ambienti del piano terreno furono modificati per accogliere un mitreo, piccolo luogo di culto dedicato al dio di origine persiana Mithra. Il tempio vero e proprio, chiamato spelunca, è costituito da una stanza con una nicchia sulla destra, una specie di sagrestia per il deposito degli oggetti di culto (apparatorium). In questo primo tratto il pavimento è di epoca dioclezianea, ed è realizzato con laterizi quadrati bipedali (60 cm. circa di lato).

Vi sono poi altri quattro vani, comunicanti tra loro per un passaggio centrale. Qui si possono osservare i banconi per far sedere i fedeli che consumavano i pasti in forma comunitaria. Nel passaggio tra un vano e l'altro è interrata un'anfora in terracotta, dove forse veniva raccolto il sangue dei tori sacrificati: in questo mitreo doveva pertanto praticarsi la tauroctonia, rituale che non avveniva in altri mitrei di Roma, troppo piccoli per accogliere il sacrificio del toro.

Il pavimento del mitreo è in gran parte realizzato con materiali di reimpiego: i già citati bipedali, parti in opus spicatum, porzioni in opus sectile di marmi di recupero. Sul muro di fondo della spelunca si apre un arco con la parte superiore rivestita di pomici e stucchi grezzi, sotto l'arco si allineano alcune basi e nicchie inquadrate da edicole.

Il rilievo della tauroctonia raffigura Mithra che compie il sacrificio del toro con un lungo coltello, afferrando il toro per le narici, affiancato da Cautes, Cautopates, Sol, Luna e il corvo, messaggero del dio Sol, mentre a sinistra del rilievo si osserva lo stesso Mithra che porta il toro ucciso sulle spalle. L'epigrafe che completa il rilievo ci comunica il nome dell'autore di questa dedica: "Deo Soli Invicto Mithrae Ti(berius) Cl(audio) Hermes ob votum dei typum d(ono) d(at)" (al dio Sole invitto Mitra, Tiberio Claudio Hermes in seguito a un voto offre l'immagine del dio). Dal testo emerge una evidente confusione tra il dio Mithra e il Sol Invictus, divinità a sua volta venerata a Roma nel III secolo, che spesso, per effetto di un fenomeno tipico del tardo impero chiamato "sincretismo religioso", veniva confuso con Mithra.

Visita guidata gratuita. Eventuali ingressi sono a carico dei soci partecipanti. La tessera di Socio (€15) si fa in loco, vale 12 mesi e consente di prendere parte gratis a un numero illimitato di attività culturali.