L'ERMAFRODITO BORGHESE

La formazione della collezione di sculture antiche e dipinti che ornava Villa Borghese si deve alla attività del cardinale Scipione Borghese (1567-1633), nipote di Papa Paolo V, e data agli inizi del Seicento.

Nel 1807, Napoleone costrinse Camillo Borghese, marito di sua sorella Paolina, a vendere gran parte dei pezzi archeologici, ma negli stessi anni la famiglia cercò con nuove acquisizioni e campagne di scavo di ripristinare la grandezza della raccolta originaria.

In questo contesto, la statua dell'Ermafrodito Dormiente, copia del II secolo dopo Cristo di un originale Ellenistico del II secolo avanti Cristo, entrò a far parte della decorazione della villa per sostituire l'esemplare simile restaurato del Bernini, che aveva preso la via di Parigi.

L'affascinante invenzione della scultura consiste nella differente natura, femminile o maschile, che l'ambiguo figlio di Hermes e Afrodite, disteso languidamente sul materasso (frutto del restauro settecentesco di Andrea Bergondi), acquista a seconda del punto di vista dell'osservatore.

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