IL GHETTO E LA ROMA EBRAICA - PERCORSO DIDATTICO PER LE SCUOLE

La comunità ebraica di Roma è da considerare la più antica del mondo. Formatasi in un primo tempo con il confluire di liberi mercanti provenienti soprattutto da Alessandria d'Egitto e dalle isole greche, durante l'età repubblicana romana e per tutto il periodo imperiale la comunità riuscì vivere momenti di tolleranza e coesione con il resto della popolazione. Giulio Cesare fu un instancabile difensore degli ebrei, ponendo le basi della libertà di culto. La situazione si complicò con l'arrivo di Costantino con il quale l'impero aderì alla religione cristiana: da ora in poi e per i successivi quindici secoli la politica adottata dalla Chiesa sarà quella di abolire ogni libertà di espressione religiosa.

La tendenza ad una crescente discriminazione mirante ad una divisione tra gli ebrei e il resto della popolazione culminò nel 1555 con la bolla cum nimis absurdum emanata da papa Paolo IV Carafa, con la quale si decise l'istituzione del ghetto. Una massiccia fetta della popolazione ebraica venne reclusa in quel tratto della Roma medievale compreso fra il Portico d'Ottavia, l'antica Piazza "Giudìa" (oggi presso Piazza Costaguti) e il fiume Tevere.

La vita nel ghetto doveva seguire regole ben precise: oltre all'obbligo di vivere all'interno di esso, gli ebrei, come fissato nel terzo paragrafo della bolla, dovevano portare un segno distintivo che li rendesse sempre identificabili: un berretto color glauco (tra il verde e l'azzurro) per gli uomini, e un altro segno di facile riconoscimento per le donne. Era inoltre proibito loro possedere qualsiasi bene immobile e praticare attività commerciali redditizie, se non quelle più umili: commercio degli stracci, degli abiti usati, delle scarpe vecchie.

Nel 1573 papa Gregorio XIII costrinse gli ebrei romani ad assistere, nel giorno del sabato, alle cosiddette "prediche coatte" che avevano il fine di convertirli alla religione cattolica. Una pratica svolta in diverse sedi come nella chiesa di Sant'Angelo in Pescheria e in quella di San Gregorio al Ponte Quattro Capi (oggi San Gregorio della Divina Pietà) che visiteremo durante il nostro tour.

Dobbiamo aspettare la annessione di Roma al Regno d'Italia (1870) e la fine del potere temporale dei papi per arrivare finalmente all'abolizione definitiva del ghetto.

Tuttavia, l'episodio più triste della storia del piccolo quartiere deve ancora arrivare: il 16 ottobre del 1943 i nazisti organizzando una retata alle 5 del mattino, rastrellarono oltre mille ebrei. Alla fine della guerra soltanto 16 deportati riuscirono a sopravvivere e a ritornare a Roma.

Ripercorreremo insieme la storia e i vicoli simbolici del Serraglio, come veniva chiamato all'epoca della sua costituzione. Scopriremo i suoi cambiamenti durante il trascorrere dei secoli: dal Portico d'Ottavia, finalmente libero da impalcature, ammireremo il monumentale Teatro Marcello, visiteremo la seminascosta chiesa di Sant'Angelo in Pescheria e Santa Maria in Campitelli, maestoso esempio di barocco romano, dove durante il periodo nazista gli israeliti del ghetto trovarono spesso conforto e protezione.

Un tour che ci permetterà di conoscere la storia bimillenaria della popolazione romana di religione ebraica con il suo quartiere e suoi bellissimi monumenti che fanno del ghetto una delle zone più belle della capitale.

Durata visita guidata del ghetto ebraico di Roma per i gruppi scolastici: circa 2 h. Se si desidera visitare anche l'interno della Sinagoga, occorre effettuare la richiesta a: romabella@visite-guidate-roma.com, indicando il nome dell'Istituto, numero degli studenti e classe frequentata. Info e prenotazioni: compilare il form sottostante, indicando nome e cellulare di un referente dell'Istituto, vi ricontatteremo immediatamente!