INTRIGHI E DELITTI NELLA ROMA DEL RINASCIMENTO - PASSEGGIATA NOTTURNA DA PIAZZA DELL'ORO A SANTA MARIA IN MONTICELLI

APPUNTAMENTO: VENERDI 30 NOVEMBRE 2018 H 20,30 A PIAZZA DELL'ORO DAVANTI ALLA CHIESA DI SAN GIOVANNI DEI FIORENTINI; TERMINE A PIAZZA DI S. MARIA IN MONTICELLI.

DURATA: 1 H E 45'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Iniziamo il nostro percorso serale da Piazza dell'Oro davanti alla chiesa di san Giovanni dei Fiorentini, dedicata a san Giovanni Battista e concepita in origine come Chiesa Nazionale dei Fiorentini a Roma. Nella Chiesa è conservato l'Archivio della Arciconfraternita dei Fiorentini che conserva scritti, documenti, progetti e spartiti dal Quattrocento a oggi: fra i documenti più curiosi vi è sicuramente il verbale con cui Leonardo da Vinci fu cacciato dal sodalizio per non aver pagato la tassa di iscrizione! Nella chiesa sono sepolti gli architetti Carlo Maderno e Francesco Borromini e anche il marchese Onofrio del Grillo, che ha ispirato il celebre film con Alberto Sordi, sul quale si raccontano molte vicende, nessuna delle quali però pare abbia una conferma storica...

A sinistra della chiesa si apre, lunghissima e sontuosa, Via Giulia, tracciata nel 1508 da Donato Bramante su volere di papa Giulio II, che intendeva creare una strada che dal cuore della città arrivasse fino al Vaticano, cancellando le tortuosità e l'angustia delle vie che portavano fino alla casa di Dio, e al potere del papa. In via Giulia 85 ebbe casa proprio Raffaello.

Dal momento in cui le sue spoglie furono qui traslate, lo spettro di Rodrigo Borgia, papa nel 1492 con il nome di Alessandro VI, iniziò a vagare a notte fonda lungo questa strada, dove si dice appaia ancora oggi vestito di un mantello scarlatto con un cappuccio che ne cela le membra deformate, castigo eterno per le nefandezze che, con i suoi figli, commise mentre era alla guida della Chiesa. Vari testimoni dissero di avere visto sette scimmie nere sorvegliare la sua camera nelle ore precedenti la morte, avvenuta per uno scambio di bicchieri che finì per avvelenare lui stesso invece della sua vittima predestinata, un ignaro cardinale. "Il più orribile e mostruoso corpo di defunto mai visto" lo descrisse l'ambasciatore veneziano Antonio Giustiniani. Ancora oggi, mostro deforme sotto la sua cappa vermiglia, vaga in via Giulia cercando con rabbia la pace.

Al termine di Via Giulia ci fermiamo alla fontana del mascherone, opera di autore ignoto, i cui occhi sono puntati su Palazzo Farnese; dalla bocca della fontana in determinate feste fu fatto uscire vino al posto dell'acqua, come nel giorno di Pentecoste del 1720 quando il nobile Marco Antonio Zondanari fu eletto Gran Maestro dell'Ordine di Malta.

Imboccando via del Mascherone sbuchiamo in Piazza Farnese. I Farnese furono una delle grandi famiglie principesche romane che nei secoli contribuirono a governare lo Stato della Chiesa. L'enorme palazzo che troneggia sulla piazza è la piena espressione di questo potere. I lavori, iniziati da Antonio da Sangallo il Giovane nel 1514, si interruppero per il Sacco di Roma nel 1527 e furono ripresi solo nel 1541, dopo che il cardinale Alessandro Farnese ascese al soglio pontificio con il nome di Paolo III. Dopo il 1546 i lavori proseguirono sotto la direzione di Michelangelo. La tappa sarà l'occasione per parlare della famiglia di Paolo III ed in modo particolare di uno dei suoi quattro figli, il primogenito Pier Luigi, che i suoi sudditi chiamavano con disprezzo "il bastardo del papa". Fu forse la sua origine non legittima a tormentarlo per tutta la vita, contribuendo alla formazione del suo terribile carattere, violento, pluriomicida, con tendenze omosessuali e pedofilo.

Prendiamo il Vicolo de' Venti fino ad arrivare a Piazza Capo di Ferro, dove si affaccia Palazzo Spada, acquistato dal cardinale Bernardino Spada nel 1632 ma costruito un secolo prima per un altro cardinale, Girolamo Capodiferro. Il palazzo accoglie un piccolo capolavoro architettonico escogitato da Francesco Borromini, un colonnato prospettico dove le pareti convergono e gli spazi tra le colonne diminuiscono. Il tutto fa apparire la galleria lunga almeno 40 metri, quando ne misura solo 8; in fondo alla prospettiva è collocata una statua di Marte, che sembra alta 2 metri ma in realtà misura poco più di 60 centimetri.

Arriviamo in Piazza della Trinità dei Pellegrini, dove sulla sinistra della chiesa si trova l'Ospizio dei Convalescenti: qui perse la vita a soli 22 anni il patriota risorgimentale Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, a seguito di una infezione provocata da una ferita di guerra durante la difesa di Roma nel 1849.

Proseguendo lungo via di san Paolo alla Regola arriviamo alla tappa conclusiva, la chiesa di Santa Maria in Monticelli proprio alle spalle di Via Arenula, così chiamata per essere stata edificata su un "monticello" costituito dai resti del Tempio di Nettuno, costruito da Hermodoros di Salamina tra il 146 ed il 102 a.C.