I TEMPLI REPUBBLICANI SOTTO LA BASILICA DI SAN NICOLA IN CARCERE AL FORO OLITORIO

APPUNTAMENTO: SABATO 24 NOVEMBRE 2018 H 16 ALL'INGRESSO DELLA BASILICA DI SAN NICOLA IN CARCERE IN VIA DEL TEATRO DI MARCELLO N. 46.

DURATA: 1 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

La basilica di San Nicola in Carcere, dedicata a Nicola di Myra, è situata ai piedi del Campidoglio, accanto al Teatro di Marcello, in quella che in epoca romana era la piazza del Foro Olitorio (Forum Holitorium), ovvero il mercato dei legumi e delle verdure, adiacente al Forum Boarium, il mercato dei buoi.

Un piccolo oratorio in cui resti sono visibili nel sottosuolo fu fondato in questa zona nel VI secolo, ed una epigrafe del X secolo menzionante per la prima volta la chiesa è presente sulla prima colonna della navata destra. Fu ricostruita interamente con impianto a 3 navate nel 1128 sulle rovine di tre templi di epoca repubblicana, ed ebbe l'epiteto "in carcere" a causa di una errata tradizione, risalente al XIII secolo, secondo la quale le cellette esistenti lungo i fianchi dei templi fossero utilizzate come prigione, in cui addirittura sarebbe stato tenuto prigioniero San Pietro (è evidente in questo caso la confusione con il vicino Carcere Mamertino sull'altro lato del Campidoglio). La chiesa fu poi ristrutturata dall'architetto Giacomo della Porta alla fine del XVI secolo, e di nuovo nel XIX secolo sotto Papa Pio IX.

Tra il III secolo a.C. e il II secolo a.C. tre templi furono eretti nel Foro Olitorio, con le facciate allineate e rivolte verso il Campidoglio (alla base del quale correvano le Mura Serviane); essi furono dedicati a Giunone Sospita (quello centrale), Giano (quello a nord) e Spes (quello a sud). L'identificazione dei culti non è del tutto sicura. Gli studiosi si interrogano ancora se il santuario di Giunone Sospita (Salvatrice) fosse quello a sud, il più piccolo dei 3, lungo solo 16 metri e con colonnati in travertino di ordine dorico ancora visibili sul lato sinistro della basilica rivolto verso il palazzo dell'Anagrafe, o quello al centro, lungo 29 metri, interamente inglobato dalla chiesa e con 4 delle 6 colonne del pronao incapsulate nella facciata della chiesa stessa.

Il tempio a nord, verso il teatro di Marcello, era invece con certezza sacro a Giano, infatti nelle fonti storiche il tempio di Giano è descritto "iuxta Theatrum Marcelli". Venne eretto al tempo della prima guerra punica, dopo la vittoria conseguita da Gaio Duilio nella battaglia di Milazzo nel 260 a.C. Sono da riferire a questo tempio le colonne inglobate nel fianco destro della chiesa, ben visibili dall'esterno, e le due che si ergono isolate presso il teatro. Erano tutte rivestite in stucco e dipinte, come provato da alcuni scarsi lacerti ancora visibili nonostante le ingiurie del tempo. Il campanile sul lato destro della facciata non nasce come tale, ma è il riadattamento di una torre del palazzo gentilizio dei Pierleoni, che nell'XI secolo erano proprietari di tutta questa zona tra il fiume Tevere e il colle capitolino, e ai quali apparteneva anche la torre di fronte alla chiesa.

I tre templi romani erano separati da stretti vicoli, ancora oggi esistenti e percorribili, a circa 3 metri di profondità, nei sotterranei della basilica. Essi consentivano di accedere al fiume dalla Piazza del Foro Olitorio e su di essi si aprivano dei piccoli ambienti in blocchi di tufo e pavimento in opus spicatum, addossati ai fianchi del tempio centrale, che servivano da botteghe coperte per le operazioni commerciali da svolgere in caso di pioggia.

La visita guidata ha la durata complessiva di circa 1 h e comprende anche l'illustrazione delle parti dei templi visibili dall'esterno, come i resti dell'altare del tempio centrale e le gradinate di accesso ai podii.