USCITA DIDATTICA PER SCUOLE ALLA BASILICA DI SAN PIETRO IN VATICANO

Fu l'imperatore Costantino ad iniziare la costruzione della prima basilica, intorno al 320, là dove la tradizione voleva che fosse la tomba dell'apostolo Pietro. Compiuta al tempo del pontefice Liberio intorno al 352 dopo Cristo, il prospetto ci è tramandato da fonti iconografiche e archivistiche: un edificio a pianta basilicale articolato in cinque navate e concluso da un transetto definito ai due lati da due esedre. Vi si accedeva da un vasto atrio a quadriportico, sulla cui facciata si apriva la loggia delle benedizioni.

Sul lato di ingresso del quadriportico era il celebre mosaico della navicella eseguito da Giotto e la sua scuola. Arricchita di arredi, mosaici e monumenti nel corso del Medioevo, fu nel XV secolo che l'antica basilica raggiunse il suo massimo splendore, accogliendo importanti monumenti funebri eseguiti dai maggiori artisti del tempo.

Nonostante ciò la fabbrica era afflitta da gravi problemi statici e minacciava di rovinare, quando Papa Niccolò V ne decise il rifacimento e l'ampiamento. Ma la morte del pontefice nel 1455 causò l'interruzione dei lavori. All'inizio del XVI secolo, Papa Giulio II incaricò Donato Bramante di progettare la ricostruzione dell'edificio che oltre ad accogliere il proprio mausoleo avrebbe dovuto segnare il definitivo trionfo di Roma, tornata allo splendore dell'antica città imperiale, come capitale della Cristianità e dello Stato della Chiesa.

Bramante concepì il nuovo San Pietro come un monumentale organismo a croce greca inscritto in un quadrato, coronato da una cupola semisferica centrale, di forma e di diametro prossimi a quelli del Pantheon, circondata da quattro cupole più piccole inserite tra i bracci minori, e completata con quattro campanili angolari.

Morto improvvisamente Bramante nel 1514, Leone X incaricò Raffaello di proseguire la costruzione, quindi Antonio da Sangallo il giovane, infine Michelangelo nel 1546. Questi riprese la concezione bramantesca, ipotizzando un edificio grandioso ma dalla forma semplificata, coperto da una cupola intesa come elemento fondante del complesso. Plasmata quasi come una scultura, la cupola michelangiolesca appare vibrante, elastica, grandiosa. Giacomo della Porta nel 1589 la concluse, attenendosi nelle linee generali alla modello lasciato da Michelangelo, senza tuttavia rispettare con assoluta fedeltà il progetto, piuttosto accentuandone il verticalismo. Con Papa Paolo V la basilica si definisce nel suo aspetto finale, fin quando, il 18 novembre 1626, Urbano VIII celebra la consacrazione del nuovo tempio.

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