LE CATACOMBE DI PRETESTATO SULL'APPIA

APPUNTAMENTO: SABATO 29 FEBBRAIO 2020 H 15 ALL'INGRESSO DELLE CATACOMBE IN VIA APPIA PIGNATELLI 11.

DURATA: 1 H E 15'. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527 (attivi tutti i giorni h 8-20).

La catacomba di Pretestato sorse tra il II ed il III secolo, inizialmente come area cimiteriale imperiale, e poi come cimitero cristiano. Il cimitero era nella vicinanze della villa di Erode Attico, non lontano dal Circo di Massenzio e dalla tomba di Cecilia Metella.

Nei secoli successivi l'area cimiteriale divenne un vero e proprio luogo sacro, in essa addirittura ebbe dimora, per un certo periodo, Papa Giovanni III (561-574). Il complesso fu ampliato stando al Liber pontificalis, nel 731 da Papa Gregorio III, e alla fine dell'VIII secolo da Papa Adriano I.

Caduto in oblio ed abbandonato, il complesso cimiteriale fu riscoperto nel 1852 dall'archeologo Giovanni Battista de Rossi, che annunciò non solo la scoperta della catacomba, ma la sua certa identificazione con quella di Pretestato.

Come in altre catacombe, anche in questa sono molti i martiri ed i santi ricordati e celebrati. Nella parte emersa erano due distinte basiliche, dove erano venerati i santi Tiburzio, Valeriano, Massimo e Zenone. Nella "spelunca magna" erano 4 stazioni devozionali, in cui erano sepolti altri 5 martiri:  Urbano, Felicissimo e Agapito diaconi di papa Sisto II, ed i martiri Quirino e Gennaro.

La Notitia Ecclesiarum Urbis Romae, codice oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Vienna, descrive in modo preciso il percorso seguito dai pellegrini: essi visitavano in primo luogo la basilica dei santi Tiburzio, Valeriano, Massimo nella parte sopra suolo; scendevano poi nella catacomba per pregare davanti alle edicole dei cinque santi sopra menzionati; infine uscivano per visitare la seconda basilica, quella di san Zenone.

La catacomba di Pretestato è una delle più importanti dal punto di vista artistico ed architettonico. Particolarmente interessante è il cubicolo detto della coronatio, le cui pitture rimontano ai primi decenni del III secolo. La scena principale si trova, entrando, sulla parte alta della parete di sinistra. Essa si compone da tre soggetti: il personaggio all'estrema destra ha una corona costituita da foglie; la figura al centro ha in mano un rametto germogliato, con il quale sfiora la testa dell'uomo coronato. Il tutto richiama l'episodio evangelico dell'incoronazione di spine di Gesù (Matteo 27,27-30). Vicino, troviamo altre scene neotestamentarie: la Resurrezione di Lazzaro, Gesù e la samaritana al pozzo, l'episodio dell'emorroissa.

Visita guidata gratuita; eventuali ingressi sono a carico dei Soci partecipanti.