LA META SUDANS ED IL COLOSSO DI NERONE

La Valle del Colosseo comprendeva anche una fontana monumentale, alta 18 metri e con un diametro di 16 metri alla base, della quale le fonti antiche hanno tramandato il nome: Meta Sudans ovvero "cono stillante acqua". La denominazione particolare era dovuta al fatto che la Meta (che vuol dire anche "cippo confinario") segnava il punto di confine tra le Regiones augustee che qui si incontravano: la Regio II Caelimontium, la Regio III Isis et Serapis in cui rientrava per intero l'anfiteatro, La Regio X Palatium che comprendeva tutto il Palatino e la zona delle Curiae Veteres, e la Regio VIII Forum Romanum che verosimilmente doveva includere il tratto in salita della Via Sacra in direzione della Velia. L'appellativo Sudans era dovuto al fatto che l'acqua non zampillava, ma colava dall'alto lungo le pareti lisce della fontana.

L'aspetto originario della fontana è riprodotto sulle monete emesse sotto il regno di Tito e dopo la sua morte: sulla sommità di una struttura circolare ad archi è visibile un elemento vegetale, forse una pigna, in funzione decorativa. Per costruire la fontana furono rasi al suolo i portici neroniani che circondavano il lago della Domus Aurea, le cui strutture superstiti sono ancora visibili intorno alla fondazione circolare in calcestruzzo della Meta. Questa fu a sua volta demolita nel 1933, per permettere il passaggio delle parate militari sotto l'arco di Costantino!

La statua bronzea colossale di Nerone, alta ben 35 metri, che in origine era posta sulla Velia nel vestibolo della domus aurea, fu spostata da Adriano nella valle del Colosseo nel 121 d.C. per consentire la costruzione del Tempio di Venere e Roma. Per il trasporto che avvenne senza coricare la statua fu costruita una impalcatura trainata da 24 elefanti. Adriano sostituì la testa di Nerone raffigurato come Helios, con l'immagine dello stesso dio. Commodo attribuì alla statua la propria immagine come Ercole aggiungendo come attributi i pomi delle Esperidi e la pelle di leone. Nelle monete emesse durante il regno di Gordiano III (238 - 244 d.C.) il colosso è raffigurato con il capo cinto da una corona radiata. Si ignora fino a quando la statua si sia conservata; forse rimase in piedi fino al secolo XI, quando il termine Colyseus passò ad indicare il vicino anfiteatro ormai in rovina e per estensione l'intera valle fu detta Rota o Regio Colisei. Il basamento originale fu demolito nel 1933, e quello attuale è di ricostruzione moderna.

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