ESCURSIONE GUIDATA ALLA NECROPOLI ETRUSCA DEI MONTEROZZI DI TARQUINIA

APPUNTAMENTO: DOMENICA 6 GENNAIO H 11 A TARQUINIA DAVANTI ALLA BIGLIETTERIA DELLA NECROPOLI DEI MONTEROZZI IN VIA RIPAGRETTA SNC.

DURATA: 2 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

La Necropoli Etrusca dei Monterozzi di Tarquinia (etrusco Tarchna), situata sul pianoro calcareo parallelo a quello del Pian di Civita dove invece è localizzato l'abitato etrusco, conserva un ciclo di affreschi che rappresentano il più importante complesso pittorico giunto fino a noi dell'arte etrusca e al contempo la più completa ed omogenea testimonianza di tutta la pittura antica preromana.

Le camere funerarie, tutte ipogee, sono decorate ad imitazione degli interni delle abitazioni secondo il concetto tipicamente etrusco in virtù del quale l'anima del defunto continua a vivere nella tomba, la sua casa ultraterrena. In età arcaica e tardo-arcaica (VI-prima metà del V secolo a.C.) le camere presentano pareti decorate a fresco su una leggera scialbatura di intonaco o semplice calce, con scene raffiguranti banchetti funebri, danzatori, suonatori, atleti in gara, giocolieri, inseriti in paesaggi ricchi di dettagli, che comunicano all'osservatore un senso del movimento e dello spazio animato e armonioso, espresso con colori intensi e vivaci. Dopo la crisi politico-economica dell'Etruria alla metà del V secolo a.C., la pittura non reca più giocose scene di vita reale. Vengono approfondite tematiche legate al mondo ultraterreno visto come luogo tenebroso di sofferenza, figure opprimenti di demoni e divinità dell'oltretomba si affiancano alle anime dei defunti negli episodi di commiato o di viaggio verso l'Aldilà, con un accentuato senso del grottesco e del patetico che nulla ha a che vedere con le vivaci rappresentazioni di vita quotidiana proprie dell'arcaismo maturo.

Tra i complessi più interessanti visiteremo le tombe che vengono denominate della Caccia e della Pesca, delle Leonesse, del Fior di Loto, dei Giocolieri, dei Leopardi, dei Caronti, della Fustigazione, dei Baccanti, degli Arnthuna, ed altre di raffinata esecuzione probabilmente attribuibili non ad artigiani locali, ma a maestranze greche e magnogreche che si spostavano tra le maggiori città dell'Etruria in base alle richieste della committenza. Alcuni gruppi di tombe possono essere addirittura ricondotti a singole botteghe di decoratori, operative anche al di fuori dei confini propri dell'Etruria come a Paestum.

Molti dei reperti trovati nella necropoli durante gli scavi ottocenteschi e in quelli più recenti condotti dalla Soprintendenza sono raccolti nel Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia e nel Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma. Dopo la visita guidata della necropoli, chi lo desidera può andare a visitare in autonomia il locale Museo Archeologico, anche questo con ingresso gratuito la prima domenica del mese.

Dal luglio 2004 anche la Necropoli dei Monterozzi, come quella della Banditaccia di Cerveteri, è entrata nella lista dell'Unesco dei siti definiti "patrimonio dell'umanità".

Nelle tombe non si può entrare, potremo ammirarle dalla porta a vetri; sono tutte ben illuminate. Il percorso è pianeggiante e non necessita di particolare equipaggiamento. Visita guidata adatta anche ai bambini.