LA FONTANA DEI CALDERARI IN PIAZZA NAVONA

La cosiddetta fontana di Calderari, o del Nettuno, è una delle tre vasche che in linea mediana ornano Piazza Navona. La storica piazza romana è un valido esempio di continuità con l'antico, ricalca infatti perfettamente la pianta dell'arena dello stadio costruito dall'imperatore Domiziano nel primo secolo dopo Cristo, nella Regio IX Circus Flaminius, come luogo deputato alle competizioni atletiche, dette agones, da cui deriva il toponimo della piazza.

Le fontane erano alimentate dall'acquedotto Vergine, costruito da Agrippa nel 19 avanti Cristo e ripristinato da Papa Gregorio XIII alla fine del XVI secolo, nell'ambito di un grandioso progetto in cui rientrava la costruzione di fontane nelle principali piazze della città, dove arrivavano le nuove diramazioni delle condutture. La direttrice maestra dell'acquedotto, dall'angolo con via Condotti per linea retta, distribuiva l'acqua alla destra e alla sinistra del Corso, e in tutta la pianura del Campo Marzio fino a Piazza Navona, seguendo la rete urbana che raccoglieva le utenze pubbliche e private. La diramazione principale del condotto aveva inizio ai piedi del Pincio, e dal ramo che arrivava in Piazza del Gesù era alimentata di fontana di piazza Navona. L'architetto Giacomo della Porta ideò per Piazza Navona entrambe le fontane laterali e ne commissionò l'esecuzione, nel 1574, allo scalpellino Ludovico Rossi. Questi tuttavia non terminò il lavoro nei tempi stabiliti e nel 1576 fu stipulato un nuovo contratto per la costruzione dei due parapetti in travertino, e la fontana settentrionale, dei Calderari, rimase allo stato di semplice vasca.

Le due fontane laterali sono composte da vasche mistilinee identiche, secondo un modulo cerchio-quadrato, e per entrambe era prevista una ornamentazione plastica, ma la fontana dei Calderari rimase spoglia fino al 1878, quando vi furono sistemate le sculture di Andrea della Bitta e Gregorio Zappalà: il soggetto protagonista è Nettuno in lotta con la piovra tra Nereidi, putti e cavalli marini. L'originaria denominazione della fontana detta anche "del Nettuno" dopo il 1878, è legata ai Calderari, cioè coloro che costruivano caldaie ed altri oggetti in rame. Questi dopo aver avuto le botteghe presso il Colosseo e poi in piazza Colonna, verso la fine del XV secolo si stabilirono in una via che costeggiava il lato nord della piazza detta appunto via de' Calderari. La via fu distrutta alla fine dell'Ottocento per l'apertura del Passetto delle Cinque Lune, ma il toponimo è rimasto legato alla fontana.

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