ROMA DI NOTTE: PASSEGGIATA GUIDATA SUL TEMA DEI FANTASMI DI ROMA ANTICA E MODERNA

APPUNTAMENTO: SABATO 17 NOVEMBRE 2018 H 20,30 DAVANTI AL PANTHEON IN PIAZZA DELLA ROTONDA; TERMINE A CASTEL SANT'ANGELO.

DURATA: 1 H E 45'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Questo itinerario notturno ricco di curiosità e storie leggendarie sul tema dei fantasmi di Roma si svolge dal Pantheon a Castel sant'Angelo, toccando i monumenti principali della città.

Faremo un viaggio al limite tra storia e leggenda, tra gli spettri più famosi che popolano la Città Eterna. Presenze inquietanti, anime perdute di personaggi dalla vita maledetta, che a notte fonda indugiano ancora, da millenni, nei luoghi che furono teatro della loro vita tormentata.

Inizieremo dal Pantheon, la cui storia è in qualche modo connessa ad eventi al di là di questa dimensione. L'edificio, nella sua prima fase non circolare ma di forma rettangolare e facciata ruotata di 180 gradi, fu dedicato a tutte le divinità romane proprio a seguito di una apparizione del Dio Marte avuta dal generale di Ottaviano Augusto, Marco Vipsanio Agrippa, prima di intraprendere la campagna militare in Persia, nella quale il dio gli intimava di edificare un tempio se voleva vincere la guerra. Distrutto da un incendio nell'80 d.C., l'edificio fu ricostruito in epoca adrianea nella attuale pianta circolare con copertura a cupola.

Nel 608, l'imperatore bizantino Focas donò il Pantheon a Papa Bonifacio IV, che l'anno successivo lo trasformò nella chiesa di Santa Maria ad Martyres, dedicata a tutti i martiri cristiani in contrapposizione alla precedente dedica a tutte le divinità pagane. Ma la cerimonia non filò del tutto liscia: al momento della benedizione frotte di diavoli infuriati, che da secoli infestavano il tempio, si levarono in volo in un vortice terrificante, per fuggire dall'apertura della cupola e non tornare mai più.

Dal Pantheon ci trasferiamo a Piazza Navona, gioiello barocco di Roma, regno incontrastato di tanti fantasmi e teatro di apparizioni notturne. Costanza De Cupis, giovane ed elegante nobile romana il cui spettro aleggia sulla piazza a notte fonda, era molto ammirata per la bellezza delle sue mani, che un destino beffardo le avrebbe fatto perdere molto presto. Infatti un giorno mentre cuciva, si punse un dito con l'ago e a causa della successiva infezione subì l'amputazione della mano, che tuttavia non bastò a salvarle la vita perché poco tempo dopo morì. Nelle notti di luna piena, dietro le imposte di una finestra del palazzo De Cupis affacciato proprio su Piazza Navona, si vedrebbe il profilo di una mano, bianca e splendente come la luna.

A Donna Olimpia Maidalchini Pamphili, cognata (nonché amante) di Papa Innocenzo X, detta "la Pimpaccia di Piazza Navona", è legato palazzo Pamphilj, sua residenza per anni, oggi sede della ambasciata del Brasile. Secondo la tradizione, nelle notti di temporale, si vede una carrozza trainata da cavalli neri senza testa con a bordo Donna Olimpia partire a tutta velocità da Palazzo Pamphilj, attraversare il Tevere e sparire immergendosi nelle sue acque nei pressi di Ponte Sisto, inseguita da una turma di diavoli. Nei pressi di Ponte Sisto esisteva infatti, prima della costruzione dei muraglioni dei Lungotevere, una Via chiamata "di Tiradiavoli" proprio in ricordo di questi eventi macabri.

E che dire poi del fantasma di quel povero oste, che aveva la sua bottega sulla piazza, e che una sera ebbe come ospite nientedimeno che Papa Sisto V travestito da comune popolano? Non conoscendo la vera identità del suo cliente, gli riversò contro tutto il suo malcontento sulla politica e la corruzione papale, ed il giorno dopo la sua testa rotolò sul patibolo, proprio di fronte alla sua osteria!

A Castel Sant'Angelo, tappa finale del nostro itinerario, pare si aggirino molte anime inquiete. Oltre a quelle dei condannati alla tortura e alla pena capitale prigionieri nelle tetre carceri sotterranee, i cui gemiti ancora echeggiano tra le vetuste pietre del castello, la più celebre e struggente al tempo stesso è certamente la presenza di Beatrice Cenci. Beatrice, nobile romana, uccise il padre, personaggio violento che la sottoponeva a costanti umiliazioni ed era addirittura accusato di incesto dalla figlia. Subì la tortura della corda durante l'interrogatorio e poi la decapitazione nel settembre 1599 in piazza di Ponte Sant'Angelo gremita di folla (tra il pubblico anche il pittore Caravaggio). Durante le ultime fasi del processo a suo carico, implorò che la pena di morte le venisse risparmiata, non perché aveva paura di morire, ma perché non voleva di nuovo incontrare il padre nell'aldilà! Su Ponte Sant'Angelo sembra che il suo fantasma aleggi ancora, ogni anno, nella notte tra il 10 e l'11 settembre, con la testa sottobraccio, in cerca dell'amato fratellino Bernardo.

Nei pressi di Castel Sant'Angelo, ogni mattina al primo albeggiare, avvolto nel suo lugubre mantello scarlatto, ama passeggiare anche Giovanni Battista Bugatti, meglio noto come Mastro Titta, il boia più famoso di Roma, che dal 1796 al 1864 effettuò ben 516 tra squartamenti, mazzolamenti, decapitazioni e impiccagioni.