USCITE DIDATTICHE AL COLOSSEO PER LE SCUOLE

Le nostre uscite didattiche al Colosseo per le scuole, della durata di 2 ore, si articolano nel modo seguente.

Inizieremo la spiegazione della Piazza del Colosseo, che in epoca imperiale romana ricadeva all'intersezione delle Regiones augustee II, III, X, IV. Qui illustreremo per primo l'arco di Costantino che svetta con i suoi 21 metri di altezza fin quasi a raggiungere la metà dell'altezza dell'anfiteatro flavio. Fu costruito come monumento celebrativo del trionfo riportato dall'imperatore Costantino su Massenzio, nella battaglia di Ponte Milvio avvenuta nel 312 d.C. L'arco a tre fornici è decorato con altorilievi e statue provenienti dallo spoglio di monumenti di imperatori di dinastie precedenti, in particolare Traiano, Adriano e Marco Aurelio. Tale circostanza è dovuta non alla penuria di materie prime a disposizione, ma alla volontà, da parte di Costantino, di proporsi al popolo, in un monumento propagandistico, come degno continuatore dei migliori imperatori che Roma avesse mai avuto, e nuovo fondatore della Pax Romana dopo la guerra civile contro Massenzio.

Illustreremo le rovine della Domus Aurea, che si estendeva in tutta la valle compresa tra il Celio, l'Esquilino ed il Palatino, eretta da Nerone tra il 64 ed il 68 d.C. sul terreno da lui impropriamente requisito dopo l'incendio del 64 d.C. che distrusse 10 delle 14 Regiones augustee devastando proprio questa zona.

Dopo aver spiegato il basamento del Colosso di Nerone, alto ben 35 metri, tutto in bronzo dorato, esistente un tempo proprio di fronte all'anfiteatro, e i resti del Ludus Magnus, la grande palestra per i gladiatori che combattevano nell'anfiteatro, entreremo nel monumento simbolo della eternità di Roma SENZA FARE LA FILA dall'ingresso riservato ai gruppi scolastici.

L'anfiteatro flavio ("Colosseum" è una denominazione tarda, sorta nell'Alto Medioevo) costituisce il più grande edificio per spettacoli gladiatorii mai costruito dai Romani. Fu eretto tra il 72 e l'80 d.C., con il bottino della Guerra Giudaica, dagli imperatori della dinastia Flavia Vespasiano e Tito; fu poi completato da Domiziano con la costruzione dei sotterranei tra l'81 ed il 96 d.C.

Con la sua forma ellittica, 188 metri di lunghezza, 156 di larghezza, e 50 metri di altezza, poteva ospitare ben 50.000 spettatori, che si disponevano sulle gradinate non in funzione del prezzo pagato (l'ingresso era completamente gratuito) ma in ragione della classe sociale di appartenenza: l'ordine senatorio più vicino all'arena, la classe equestre nell'ordine mediano, la plebe, gli stranieri e le donne non di rango nell'ordine più alto e più distante dall'arena.

Fu in uso ininterrottamente, fatti salvi brevi periodi in cui furono necessari interventi di restauro a causa di incendi e terremoti, fino alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente ed oltre. Sappiamo infatti che ancora sotto Teodorico, agli inizi del VI secolo, si svolgevano venationes (cacce contro belve feroci) nell'arena ormai in parte già interrata e sepolta da detriti. Nei secoli successivi, per tutto il Medioevo, il Rinascimento e l'età Barocca, fu utilizzato come cava di travertino, marmi e metallo, fino ad essere spogliato di più di metà dell'anello esterno di pilastri in travertino e di tutte le gradinate marmoree. Soltanto con papa Pio VII, agli inizi del XIX secolo, iniziarono i primi interventi di recupero e tutela, con la costruzione dei bastioni nord e sud, denominati Stern e Valadier dagli architetti che li progettarono.

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