LA CHIESA DI SANTA MARIA IN CAPPELLA E IL MISTERO DELLE RELIQUIE DI SAN PIETRO

APPUNTAMENTO: VENERDI 28 AGOSTO 2020 H 17 ALL'INGRESSO DELLA CHIESA IN VICOLO DI S.MARIA IN CAPPELLA 6. DURATA 1 H. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: inforomabella@virgilio.it, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527 (attivi tutti i giorni h 8-20).

Questa interessante chiesetta nel cuore di Trastevere, fu consacrata nel 1090 sotto papa Urbano II (1088-1090) con l'appellativo di "S.Maria ad pineam", come ricordato su un'iscrizione dell'epoca situata all'interno. Questa stessa iscrizione chiarisce anche il nome che le fu dato in seguito e che ancora oggi conserva, "in Cappella". Infatti l'epigrafe riporta: "que appella(tur) ad pinea(m)", sembrerebbe che "appella", male interpretato, si sia trasformato in "cappella". Secondo altri studiosi il nome "cappella" deriverebbe dal fatto che una cappella si trovava nel luogo dove fu in seguito edificata la chiesa, oppure da cupella, un lessema indicante un contenitore da 5 litri, ipotesi sostenuta dal fatto che la chiesa fu amministrata dalla Confraternita dei Barilari. Nel 1391 vi fu eretto accanto un ospedale denominato "del Ss.Salvatore", della cui gestione si occupava Santa Francesca Romana. Dopo la sua morte il complesso chiesa e ospedale fu concesso in eredità alle monache di Tor de' Specchi, le quali nel 1540 lo affidarono alla Confraternita dei Barilari. Successivamente decadde in modo preoccupante fino a quando papa Innocenzo X Pamphilj, nel 1653, lo affidò alla celebre Olimpia Maidalchini, sua cognata nota anche come la "Pimpaccia" di Piazza Navona, che vi costruì accanto un giardino con un piccolo impianto termale.

In un acquerello del 1834 la facciata della chiesa sembra divisa da quattro lesene entro le quali vi sono affreschi raffiguranti "S.Francesca Romana" e "S.Gregorio Magno", mentre il portale è sormontato da una "Madonna con Bambino". Nel 1857 un parente dei Pamphilj, Filippo Andrea Doria, finanziò il restauro della chiesetta incaricando l'architetto Andrea Busiri Vici, il quale ricondusse la facciata all'aspetto medioevale, come la vediamo oggi, Il restauro dei Doria interessò anche l'ospedale che venne riservato alle malattie croniche: "Morbis chronicis curandis xenodochium ab Auria Pamphiljanum". Oggi l'interno del luogo di culto è a tre navate separate da cinque colonne; le decorazioni risalgono all'ultimo restauro ottocentesco.

Recentemente la piccola chiesa è assurta agli onori delle cronache in quanto nel corso di scavi sotto l'altare maggiore sono state rinvenute due olle medievali in terracotta dell'epoca di Urbano II, contenenti frammenti ossei umani. Sul coperchio di una delle olle è graffito l'inequivocabile nome Petrus, pertanto, in attesa di effettuare le dovute analisi (ancora non autorizzate dalla Curia), alcuni ipotizzano che si tratti proprio del gruppo di frammenti ossei mancanti dallo scheletro rinvenuto sotto la basilica di San Pietro, nella necropoli vaticana, ed appartenenti, secondo Margherita Guarducci ed altri insigni studiosi, proprio al Principe degli Apostoli! Sarebbe stato Urbano II, in occasione della consacrazione della chiesetta, a smembrare lo scheletro e trasferirne qui una piccola parte, ma è ancora tutto da dimostrare.

Visita gratuita, si fa una offerta libera al sacerdote che apre gli ambienti. La tessera di Socio (€15) si fa in loco, vale 12 mesi e consente di prendere parte gratis a un numero illimitato di attività culturali.