I MITI DEL FORO ROMANO: LA GUERRA ROMANO-SABINA

Il racconto della guerra romano-sabina (fra gli altri storici Plutarco nella Vita di Romolo 18, 1-9) costituisce il mito di fondazione di molti culti arcaici del foro romano.

Avendo i Sabini di Tito Tazio conquistato il Campidoglio, Romolo li sfidò in battaglia nella valle del foro, un terreno ancora aspro e difficile ove peraltro alcuni giorni prima il fiume era straripato depositando una melma alta e pericolosa.

Uno dei cavalieri sabini, Curzio, si spinse più avanti rispetto al resto dell'esercito e rischiò di essere inghiottito dal fango: da questo episodio la località prese il nome di Lacus Curtius. Seguirono molti altri brevi scontri e lo stesso Romolo, colpito al capo da un sasso, rischiò la vita.

I Romani si smarrirono e fuggirono verso il Palatino. Riavutosi dal colpo, Romolo si precipitò davanti ai fuggitivi per incitarli a tornare all'assalto ma poiché non riusciva a fermarli, alzando le mani al cielo invocò Giove perché facesse arrestare il suo esercito. Fu allora che molti dei suoi si sentirono avvinghiare le membra per la vergogna di fuggire davanti al proprio re, e fermatisi partirono al contrattacco dei Sabini. Il punto in cui i Romani si fermarono per volgersi indietro è quello ove ora sorge il tempio di Giove Statore che si potrebbe tradurre "l'arrestatore".

L'arrivo delle figlie dei Sabini rapite dai Romani, ma ora in veste di spose e madri dei loro nemici, e la loro accorata supplica ai due eserciti per il tramite loro imparentati, pose fine alle ostilità.

I capi si riunirono per discutere un accordo e il luogo in cui questo venne stipulato ha ancora oggi il nome di Comizio da comire, verbo che in latino significa incontrarsi.

Per ricevere informazioni sulla visita didattica con guida per le scuole al foro romano, Palatino, Colosseo e fori imperiali, inviare una mail a romabella@visite-guidate-roma.com, oppure compilare il form sotto. I biglietti sono tutti GRATUITI per alunni e docenti presentando l'elenco nominativo su carta intestata della scuola.