VISITA GUIDATA ALLA CASA DI ALBERTO SORDI - APERTURA SPECIALE

APPUNTAMENTO: DOMENICA 8 NOVEMBRE 2020 H 18,30 IN PIAZZALE NUMA POMPILIO ALL'INIZIO DI VIA DRUSO. DURATA: 1 H. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: inforomabella@virgilio.it, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527 (attivi tutti i giorni h 8-20).

DATE SUCCESSIVE: SABATO 14 NOVEMBRE H 13,30; SABATO 12 DICEMBRE H 20,30.

L'amore che il grande Alberto Sordi nutriva per la sua città natale, Roma, è universalmente noto. Ma è certamente meno noto quello che il celebre attore nutriva per la propria casa. Quasi una fortezza inviolabile, solo a pochi eletti era consentito entrare nel regno di via Druso, proprio di fronte alle Terme di Caracalla. Da sempre ammirata da fuori, dal 16 settembre 2020 è per la prima volta aperta al pubblico in occasione della mostra curata da Alessandro Nicosia per celebrare i 100 anni dalla nascita di Sordi. La mostra chiuderà il 31 gennaio e dopo questa data la villa verrà trasformata in un museo.

Se non avesse intrapreso la carriera di attore, Sordi avrebbe voluto fare l'antiquario e il collezionista. E la villa infatti rispecchia questa sua passione: passeggeremo ad esempio in un vero teatro, una sala da barbiere, un'austera camera da letto di gusto ottocentesco. Vi troveremo le opere di Giorgio de Chirico, opere di antichi maestri come il paesaggista Claude-Joseph Vernet, sculture e oggetti d'arte antica tra cui un orologio Luigi XV e un originale pezzo disegnato dallo stesso Albertone: un lume realizzato con una basso tuba.

L'architetto Clemente Busiri Vici alla fine degli anni Venti aveva costruito questa meravigliosa residenza. Venne comprata da un gerarca fascista, poi nel 1954 passò a Sordi: la vide la mattina e la comprò nel pomeriggio sottraendola all'amico Vittorio De Sica, che la sera precedente aveva perso molto denaro al casinò e non l'aveva più potuta comprare.

L'Albertone nazionale viveva qui con le sorelle Aurelia e Savina. Nel 1972 Savina viene a mancare e in segno di lutto su questa casa, che fino a quel momento era il salotto più "in" del mondo del cinema, cala il silenzio. Lui era l'uomo pubblico per eccellenza e non si sottraeva al bagno di folla, ma da quel momento la casa divenne un luogo di riservatezza assoluta, non vi era ammesso nessuno ad eccezione della famiglia e di pochissimi amici intimi. Alla sua morte il patrimonio è stato ereditato dalla sorella Aurelia che ha lasciato tutto alla Fondazione Museo Alberto Sordi con la clausola che la villa diventasse un museo. Ora è destinata quindi per sua esplicita volontà ad accogliere il pubblico, un vero e proprio regalo a chi l'ha amato così tanto.