LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CONSOLAZIONE

APPUNTAMENTO: DOMENICA 1 DICEMBRE 2019 H 16 A PIAZZA DELLA CONSOLAZIONE DAVANTI ALL'INGRESSO.

DURATA: 1 H. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527 (attivi tutti i giorni h 8-20).

La chiesa di Santa Maria della Consolazione si trova ai piedi della rupe Tarpea, alle pendici del Campidoglio, in un'area nota anticamente come Vicus Jugarius.

A proposito di questo luogo di culto poco conosciuto lo storico e cronista Armellini riferisce: "Su quella strada corrispondente all'antico vico iugario v'erano i granari dei Mattei patrizi romani. Nel portico di quelli v'era un'immagine della Santissima Vergine, alla quale raccomandandosi una pia madre il cui figlio innocente era stato carcerato e condannato a morte per malefizi, la Vergine gli disse, consolandola, che il figlio non sarebbe morto, ma miracolosamente salvo dalle forche. Dopo ciò i fedeli offrivano spesso doni a quest'immagine e ne fu data la cura alla confraternita di S. Maria in Portico. Presso quei granari v'era pure un piccolo ospedale, vicino al quale fu poi fabbricata la chiesa alla Vergine della Consolazione. Questi fatti accaddero poco prima del 1460".

La chiesa venne eretta nella seconda metà del XV secolo e fu consacrata il 3 novembre 1470. Fu chiamata "della consolazione" poiché qui ricevevano supporto spirituale i familiari dei condannati a morte, le cui sentenze venivano eseguite fino al 1550 sotto la Rupe Tarpea. Fu ricostruita negli anni 1583-1606 su disegno di Martino Longhi il Vecchio.

La chiesa era amministrata da una "Compagnia di Gentiluomini" appartenenti alle famiglie patrizie più importanti di Roma: i Frangipane, i Colonna, i Boccamazza, i Savelli, i Santacroce, i Mattei. La Compagnia, fondata nel 1505,  aveva origini e componente laiche: la gestione era infatti saldamente in mano ai Gentiluomini (i nobili romani), e non dipendeva da alcun ordine religioso, al contrario finanziava 20 sacerdoti per le messe quotidiane dedicate ai condannati a morte e si occupava anche della assistenza dei malati che non potevano permettersi costose cure mediche.

L'interno è a tre navate con cinque cappelle per lato; tra le opere d'arte principali, potremo ammirare gli affreschi di Taddeo Zuccari del 1556 con le Storie della Passione, una Madonna con Bambino e Santi di Livio Agresti (1575), un'icona anonima della Vergine del XIII secolo, una Natività, Assunzione e Scene della vita di Maria e Gesù del Pomarancio, ed infine lo Sposalizio Mistico di S. Caterina, rilievo marmoreo di Raffaello da Montelupo (1530), allievo di Michelangelo.

La visita guidata è gratuita. Ingressi liberi.