ROMA NASCOSTA: LA CHIESA ED IL CONVENTO DI TRINITA' DEI MONTI CON LE ANAMORFOSI

APPUNTAMENTO: SABATO 15 DICEMBRE 2018 H 10 IN PIAZZA DI SPAGNA DAVANTI ALLA FONTANA DELLA BARCACCIA.

DURATA: 1 H E 45'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

La chiesa situata in cima alla scalinata di Piazza di Spagna è intitolata alla Santissima Trinità, innanzi alla quale si erge l'Obelisco Sallustiano (dalla villa urbana di Gaio Sallustio Crispo sul colle Pincio, non lontano dall'attuale Muro Torto).

La chiesa della Trinità dei Monti è una delle 5 chiese cattoliche francofone di Roma, insieme con San Luigi dei Francesi, San Nicola dei Lorenesi, Sant'Ivo dei Bretoni e Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni.

La parte più antica fu realizzata tra il 1502 e il 1519 in stile gotico, ed è coperta da volte a crociera ogivali. Alla navata gotica, intorno alla metà del XVI secolo fu addossato un nuovo corpo di fabbrica, ornato da una facciata sormontata da una coppia di campanili simmetrici, su progetto di Giacomo della Porta e Carlo Maderno.

La chiesa fu consacrata nel 1585 da papa Sisto V.

Accanto alla chiesa troviamo il Convento che ospita la Comunità del Sacro Cuore e della Fraternità Monastica di Gerusalemme. Il convento fu realizzato tra il 1530 e il 1570 dal re di Francia Carlo VIII per i Padri Minimi di San Francesco di Paola (1416-1507), canonizzato da Leone X nel 1519, al quale si attribuisce il miracoloso attraversamento dello Stretto di Messina a bordo del suo mantello!

Il convento nasconde tesori davvero inattesi, eredità di una antica quanto raffinata tecnica pittorica in grado di sbalordire l'osservatore. Dopo l'austero chiostro impreziosito da lunette che illustrano le storie di San Francesco da Paola e i ritratti dei re di Francia, passeremo per il refettorio, dipinto con pregevoli effetti illusionistici da Andrea Pozzo nel 1694.

Avremo poi, grazie all'ingresso in ESCLUSIVA, la rara opportunità di ammirare due particolari dipinti eseguiti dai Padri Minimi Emmanuel Maignan (1601-1676) e Jean François Nicéron (1613-1646): si tratta di due ANAMORFOSI.

Le anamorfosi sono dipinti eseguiti con una tecnica particolare ideata da alcuni ingegnosi artisti del Primo Rinascimento i quali si dedicarono agli studi della prospettiva con le possibili varianti. L'anamorfosi è una figura che appare distorta e priva di significato se vista di fronte, ma che assume forma definita e senso compiuto inclinando il proprio punto di vista rispetto al piano dell'immagine, ponendosi lateralmente rispetto all'asse ideale perpendicolare al dipinto.

Sulla anamorfosi meglio conservata, che è del 1642, possiamo osservare un paesaggio costiero in cui si trova una barca che a vele spiegate fa rotta verso un porto visibile in lontananza; al largo troviamo la figura di San Francesco da Paola in preghiera, durante il prodigioso attraversamento dello stretto di Messina.

Tra le due anamorfosi, che ornano i corridoi est ed ovest al primo piano del convento, è un articolatissimo ASTROLABIO CATOTTRICO, ovvero un orologio solare in cui lo stilo è sostituito da uno specchio, in genere orizzontale e disposto sul davanzale della finestra, dove si colloca una coppa contenente acqua.

Il raggio di sole cadendo sul liquido si riflette per raggiungere i muri e la volta e riproduce le posizioni e i tragitti apparenti del sole, attraverso le numerose famiglie di curve diversamente colorate e corredate di iscrizioni, di simboli, di figure dello zodiaco e di graduazioni proprie di ciascuna delle coordinate del sole che esse debbono rappresentare.

Questo quadrante ha una particolarità molto importante: tra le linee orarie del tempo solare, vero, locale, il Padre Maignan aveva scritto i nomi delle città e dei paesi del mondo intero in cui era mezzogiorno quando la macchia di luce raggiungeva la loro posizione tra gli angoli orari.

Si può perciò ben capire perché nel corso dei secoli i Padri Minimi di San Francesco di Paola sono stati considerati un punto di riferimento nella vita culturale e nella diffusione di esperienze e conoscenze dei diversi paesi europei.