ROMA SOTTERRANEA: LA BASILICA DI SANTA CECILIA IN TRASTEVERE

APPUNTAMENTO: DOMENICA 30 DICEMBRE 2018 H 16 A PIAZZA DI SANTA CECILIA IN TRASTEVERE DAVANTI ALL'INGRESSO DELLA BASILICA.

DURATA: 1 H E 30'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Il Titulus Caeciliae, corrispondente oggi alla basilica di Santa Cecilia in Trastevere, è un luogo di culto antichissimo attestato già nel V secolo, eretto sul sito della domus della nobile romana Cecilia, dove ella subì il martirio a causa della sua fede. All'inizio del IX secolo papa Pasquale I fece ricostruire la chiesa in forma basilicale sul luogo dell'antico titulus e vi traslò le reliquie della martire.

Durante i lavori di ristrutturazione condotti nel 1599 dal cardinale titolare della basilica Paolo Emilio Sfondrati, la tomba della santa fu aperta e venne ritrovato il suo corpo perfettamente conservato, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo.

Il fatto fu considerato miracoloso tanto che anche papa Clemente VIII si recò sul luogo per verificarlo. Lo scultore Stefano Maderno realizzò allora la statua della santa così com'era stata ritrovata: la meravigliosa opera in marmo pario, oggi esposta sotto l'altare maggiore, testimonia l'accaduto.

La struttura originaria a pianta basilicale fu ampliata nei secoli successivi: vicino alla chiesa sorse un monastero dedicato a santa Cecilia e a sant'Agata. Papa Pasquale II fece realizzare nel XII secolo il campanile (oggi leggermente pendente) e il portico, e nella seconda metà del XIII Pietro Cavallini vi affrescò il celebre Giudizio universale, mentre Arnolfo di Cambio eresse il ciborio nel 1293.

All'inizio del Settecento il cardinale Francesco Acquaviva d'Aragona commissionò a Ferdinando Fuga la sistemazione dell'esterno come oggi lo vediamo, con lo scenografico ingresso e il nome del cardinale stesso ben in vista; furono realizzati nuovi ambienti destinati ai sacerdoti e alle suore francescane e benedettine.

Nel 1830, per motivi di statica, le antiche colonne della navata colonne vennero chiuse dentro robusti pilastri di mattoni, e gli archi furono ribassati per renderli più forti.

Nel sotterraneo estremamente suggestivo visiteremo gli ambienti di una antica domus del II secolo a.C. con ricche decorazioni e ripercorreremo la sequenza dei lavori successivi che portarono la struttura ad essere trasformata in insula. L'insula poggia in gran parte su murature preesistenti: il cortile si trova al posto dell'atrium antico, e vi sono anche resti di una strada, di una scala d'accesso, di un'aula e di un piccolo impianto termale interno, presumibilmente privato, nonché di pavimentazioni a mosaico e opus spicatum.

Un vano che accoglie alcune vasche finemente costruite, forse destinate a stoccaggio di derrate, e che al momento della scoperta fu trovato colmato di terra sotto un pavimento chiaramente successivo, conferma la presunta datazione al II secolo d.C. della trasformazione della domus in insula. Variazioni ulteriori furono apportate con l'uso cristiano dell'immobile nei secoli successivi: un vano con una vasca circolare fu trasformato in un battistero esagonale rivestito di marmo. Accanto a questa sala è il Balneum dove secondo la tradizione antica sarebbe avvenuto il martirio di Santa Cecilia.