NECROPOLI DELLA VIA OSTIENSIS, PORTA ROMANA E DECUMANUS MAXIMUS

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NECROPOLI DELLA VIA OSTIENSIS. Entrando nell'area archeologica di Ostia antica, si percorre l'ultimo tratto della Via Ostiensis, che entra in città dalla Porta Romana; la pavimentazione in basalto è ancora quella originale, del I secolo d.C., ed originali sono anche i resti delle crepidines, ovvero i marciapiedi. Allineati lungo il lato sud della strada vi sono i monumenti sepolcrali della Necropoli della Via Ostiensis, che secondo antiche leggi, non potevano trovare posto all'interno delle mura, ed erano pertanto disposti lungo le principali strade di accesso alla città. Il sito di Ostia presenta altre due necropoli, quella fuori Porta Laurentina e quella fuori Porta Marina, ma la necropoli di Porta Romana è di gran lunga la più estesa e importante. Fu in uso dal II secolo a.C. fino al IV secolo d.C., da parte della classe aristocratica ed abbiente della colonia.

Si sviluppa solamente sul lato sud dell'Ostiense e non sul lato nord, in quanto quest'ultimo era occupato dalle strutture portuali e quindi lasciato libero per le operazioni di carico e scarico delle merci. Le tombe più antiche, non più visibili in quanto obliterate da quelle più recenti, possono essere datate al 200 circa a.C.: consistono di semplici strutture contenenti un'urna cineraria e scarsi elementi di corredo, come vasellame in terracotta e lucerne. All'inizio del I secolo a.C. iniziano a comparire i primi ustrini, ovvero i recinti all'interno dei quali veniva predisposta la pira funebre e venivano arsi i corpi durante il rituale funerario della incinerazione. Verso la fine dello stesso secolo la tipologia di struttura funeraria più diffusa nella necropoli è il "colombario", una tomba familiare a volte su due piani, caratterizzata dalla presenza di numerose nicchie arcuate sulle pareti interne, destinate ad accogliere le urne cinerarie. Solo più tardi, agli inizi del II secolo d.C., le nicchie vengono sostituite in alcuni casi da "arcosolia", aperture ad arco ricavate nelle pareti in laterizio degli edifici, destinati a contenere un sarcofago ad inumazione invece delle urne cinerarie.

I complessi più rilevanti sono la Tomba di Hermogenes, con la sua grande epigrafe celebrante la memoria di Domitius Fabius Hermogenes, cavaliere e scriba degli edili curuli (II secolo d.C.), la Tomba degli Archetti, del I secolo d.C., con magnifica decorazione policroma sul lato nord, e i due colombari gemelli del II secolo d.C. che si affacciano sulla Via Sepulcralis, parallela all'Ostiense ed ancora pavimentata con il basolato originale.

PORTA ROMANA, PIAZZALE DELLA VITTORIA E DECUMANUS MAXIMUS. Subito dopo la necropoli, lungo la via Ostiense si staglia l'antica Porta Romana, inserita nelle mura costruite da Silla intorno all'80 a.C. Secondo studi recenti la costruzione della attuale Porta Romana potrebbe invece risalire al 63 a.C., l'anno del consolato di Marco Tullio Cicerone, che avrebbe promosso la costruzione della porta. Trattandosi della più importante delle tre porte della città, in quanto accoglieva i viaggiatori provenienti da Roma, aveva anche funzioni di rappresentanza: era larga ben 5 metri, leggermente rientrante all'interno delle mura difensive e fiancheggiata da due poderose torri in opera quadrata di tufo. Sull'attico, sostenuto da due coppie di colonne impostate su alti plinti rivestiti di marmo, campeggiava una grande iscrizione a caratteri capitali menzionante i lavori del 63 a.C.; l'attico era inoltre abbellito da due statue di Vittoria (o Minerva) alata, una delle quali è andata perduta, mentre l'altra, quasi integra, si conserva nel locale Antiquarium Ostiense.

Una volta superata la porta, la via Ostiensis si immette direttamente nel Decumanus Maximus, il più importante asse viario della città, orientato in senso est-ovest e lungo 1400 metri tra i due estremi costituiti dalla Porta Romana e dalla Porta Marina. In alcuni punti il Decumanus Maximus raggiunge la larghezza di 9 metri, per consentire un agevole passaggio ai numerosi carri che ogni giorno dovevano percorrerlo, come dimostrano i solchi lasciati dalle ruote ferrate sui basoli originali. Subito all'interno della Porta Romana si apre il Piazzale della Vittoria, dove troviamo resti di un grande abbeveratoio un tempo coperto da un portico, e un complesso di magazzini (Horrea) di epoca repubblicana connessi alle attività del vicino porto fluviale. Adiacente al lato nord dei magazzini per lo stoccaggio delle merci troviamo le terme private dei Cisiarii, la corporazione dei carrettieri di Ostia che gestivano il trasporto delle merci lungo la via Ostiense e che avevano in questo luogo la possibilità di riposare e rifocillarsi dopo un faticoso viaggio via terra da Roma che durava dall'alba al tramonto! Nel "calidarium" delle terme, il cuore del complesso, troviamo un mosaico pavimentale molto ben conservato che raffigura pittoresche figure di carri trainati da asinelli, intorno ad una dettagliata rappresentazione del "castrum" ostiense con le sue mura, le torri e le porte.

Percorriamo il Decumanus Maximus in direzione del foro, trovando sulla nostra destra il Portico del Tetto Spiovente, destinato ad accogliere negozi a due piani (tabernae) per la vendita al dettaglio di ogni genere di mercanzia, e il Portico di Nettuno, anche questo con funzione commerciale, che giunge fino all'altezza delle omonime Terme.

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