ROMA SOTTERRANEA: LA BASILICA PALEOCRISTIANA DI SAN CRISOGONO A TRASTEVERE

APPUNTAMENTO: SABATO 8 DICEMBRE 2018 H 16 A LARGO SAN GIOVANNI DE' MATHA (INGRESSO LATERALE DELLA BASILICA)

DURATA: 1 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

La basilica di San Crisogono a Trastevere conserva nel sotterraneo, a circa 4 metri di profondità, i resti di uno dei più antichi Tituli cristiani di Roma, il Titulus Chrisogoni.

San Crisogono, ufficiale romano vissuto nel III - IV secolo d.C., si convertì al Cristianesimo e cadde vittima delle persecuzioni di Diocleziano tra il 304 ed il 305. Le sue reliquie da Aquileia, luogo del martirio, furono riportate a Roma e sepolte nella basilica a lui dedicata. La prima notizia storica sul Titulus Chrisogoni risale al 499, quando viene menzionato in un verbale del Concilio di Papa Simmaco nell'elenco dei 21 Tituli allora esistenti.

La basilica paleocristiana fu ricostruita nel XII secolo, quando il Cardinale Giovanni da Crema, allora titolare della basilica stessa, la fece interrare per costruirvi sopra un nuovo luogo di culto, più grande e ad un livello superiore per prevenire il problema delle piene del Tevere.

La scoperta della chiesa inferiore ad aula unica e dalla planimetria piuttosto irregolare (dovendo inglobare edifici preesistenti del II - III secolo), avvenne solo nel 1907 nel corso di scavi condotti per conto dell'allora Ministero di Antichità e Belle Arti, sebbene ne fosse già nota l'esistenza da diverso tempo.

Nel 1908 fu liberata dai detriti di riempimento la schola cantorum, la zona del Presbiterio, la fenestella confessionis sotto l'altare e il corridoio semianulare che conduce alla cripta che custodiva le reliquie dei Santi Crisogono, Rufo e Anastasia. Ancora oggi si possono osservare resti di pitture dell'VIII secolo relative a questi santi, purtroppo molto danneggiate. Lo scavo archeologico non poté proseguire oltre per non compromettere la stabilità della basilica superiore.

Si accede al livello inferiore dal fondo della navata sinistra, passando per la sagrestia, attraverso una scala moderna che conduce direttamente nella zona della antica abside. Costeggiando il muro semicircolare in opera listata dell'abside, si entra nel piccolo ambiente, un tempo illuminato dalla fenestella confessionis (l'apertura dalla quale i fedeli potevano osservare e venerare le reliquie), in cui si conservano ancora le suddette pitture dei tre santi Crisogono, Rufo ed Anastasia.

Subito a destra della area presbiteriale si osserva un piccolo ambiente, non ancora finito di scavare, interpretato come secretarium ovvero come deposito di arredi sacri, da cui proviene un magnifico sarcofago del III secolo in marmo con iconografie pagane in facciata, riutilizzato come ossario in epoca cristiana. Sul lato sinistro del presbiterio, una volta terminato lo stretto passaggio semicircolare si giunge nella cappella del fonte battesimale, la cui vasca è ricavata dalla vasca di una fullonica, ovvero una tintoria imperiale risalente al III secolo d.C. Sul muro perimetrale sinistro della grande aula basilicale si osservano pitture del X secolo con figure di santi e diaconi canonizzati, mentre sul muro perimetrale destro è un ciclo di storie della vita e dei miracoli di San Benedetto, purtroppo molto lacunoso.

Nella zona del nartece possiamo ancora osservare, al livello stradale imperiale, resti dei piani terreni e di un primo piano delle insulae che occupavano l'area su cui poi sorse la basilica: sappiamo infatti da un censimento effettuato in età Severiana, che a Trastevere, quartiere allora come oggi molto popoloso, esistevano ben 4000 insulae ad uso residenziale privato.

La visita guidata si conclude con l'illustrazione della chiesa superiore, riproposta in chiave barocca (pur lasciando intatto l'impianto originario a 3 navate) agli inizi del 1600 su progetto dell'architetto G.B.Soria, impreziosita da poderose colonne monolitiche in granito e da un magnifico pavimento in opera cosmatesca che in gran parte reimpiega i marmi prelevati dalla basilica inferiore al momento del suo abbandono.

La chiesa è oggi amministrata dall'ordine dei Padri Trinitari Spagnoli.