PASSEGGIATA DELLE FONTANE DI ROMA NELLA SUGGESTIVA ILLUMINAZIONE NOTTURNA

APPUNTAMENTO: VENERDI 14 DICEMBRE 2018 H 20,30 A PIAZZA MATTEI DAVANTI ALLA FONTANA DELLE TARTARUGHE.

DURATA: 2 H E 15'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Questo itinerario ci permetterà di conoscere alcune tra le più belle fontane di Roma, ognuna con la sua storia e le sue curiosità, di estrema suggestione specialmente di notte.

PRIMA TAPPA: La Fontana delle Tartarughe in Piazza Mattei. Fu realizzata dall'architetto Giacomo Della Porta nel 1581, in collaborazione con lo scultore Taddeo Landini, che avrebbe dovuto integrare il basamento marmoreo con 4 efebi e 8 delfini in bronzo. I lavori terminarono nel 1588, e 4 dei delfini previsti non furono mai collocati sulla fontana in quanto la pressione dell'acqua non permetteva l'elevazione necessaria per il getto. La diceria popolare riferisce che il duca Mattei, il cui palazzo si trova proprio di fronte alla fontana, per stupire il futuro suocero (che non voleva concedergli la mano della figlia) riguardo alle sue possibilità economiche, facesse realizzare in una sola notte la fontana. In realtà, una leggenda parallela dice che la fontana non fu costruita in una sola notte, ma presa in prestito dal vicino Palazzo Mattei Paganica, e mai restituita!

La fontana di piazza Santa Maria in Trastevere è stata realizzata su progetto di Donato Bramante, con dei perfezionamenti successivi da parte di Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana, su una preesistente opera forse di epoca imperiale. Si ritiene sia la più antica fontana di Roma ancora funzionante, fatti salvi i restauri, gli interventi di vario tipo, e anche uno spostamento. Sembra infatti che la prima testimonianza di una fonte in quel luogo possa farsi risalire all'epoca augustea, sebbene non ne esistano prove assolutamente certe. La fonte doveva essere alimentata dall'Aqua Alsietina, l'acquedotto che Augusto aveva fatto costruire nel 2 a.C. per l'alimentazione della sua naumachia in Trastevere.

La fontana di Ponte Sisto, nota anche come fontanone dei Cento Preti, si trova in piazza Trilussa. All'inizio del XVII secolo il Trastevere era ancora scarsamente approvvigionato d'acqua, e la dotazione idrica di Trastevere, del Vaticano e di Borgo fu uno dei primi problemi affrontati dal Papa Paolo V Borghese appena eletto. Il Comune di Roma accettò di contribuire alle spese per il ripristino dell'antico Acquedotto Traiano che, ricevendo acqua dal lago di Bracciano, avrebbe consentito l'autonomia idrica delle zone a destra del fiume. Iniziati i lavori nel 1608, nel 1610 fu portato a termine il progetto principale, al quale vennero aggiunte alcune condotte secondarie che consentissero all'acqua di raggiungere, tra l'altro, il Vaticano.

Le due Fontane di piazza Farnese, proprio di fronte al palazzo oggi sede dell'Ambasciata Francese e della Scuola Archeologica Francese di Roma, provengono dalle terme di Caracalla e risalgono quindi al III secolo d.C. Furono portate nel 1466 a piazza San Marco da papa Paolo II, e qui avevano una funzione davvero particolare: durante il Carnevale romano offrivano riparo ai giudici di gara che stando al sicuro all'interno, dovevano giudicare il cavallo vincitore della corsa dei Barberi, i cavalli senza fantino che venivano lanciati al galoppo sfrenato lungo Via del Corso e ripresi in corrispondenza delle due vasche. Successivamente Paolo III Farnese (1534-1549) ne fece collocare una al centro di Piazza Farnese mentre la seconda venne spostata nel 1580 da Giacomo della Porta.

Piazza Navona, tappa successiva della nostra passeggiata, è abbellita da tre meravigliose fontane: la Fontana del Moro, di G. A. Mari che la realizzò nel 1654 su progetto di Gian Lorenzo Bernini, la Fontana dei Quattro Fiumi, celebre capolavoro di Bernini commissionato da Papa Innocenzo X Pamphili e completata nel 1651, e la Fontana del Nettuno o dei Calderari, con vasca di Giacomo Della Porta e sculture con soggetti marini aggiunte nel 1878.

La tappa conclusiva del percorso è alla Fontana di Trevi. Alimentata dall'acquedotto Vergine, unico tra gli 11 acquedotti di epoca romana ad aver funzionato ininterrottamente per tutta la sua storia, fu progettata da Nicolò Salvi nel XVIII secolo. E' appoggiata alla facciata di Palazzo Poli, sede dell'Istituto Nazionale per la Grafica, e raffigura la personificazione dell'Oceano su un carro a forma di conchiglia, mentre avanza trainato da due cavalli che simboleggiano il mare in tempesta ed il mare calmo. Tantissimi sono i racconti e gli aneddoti che riguardano questa meraviglia, e decine di migliaia di persone ogni giorno la visitano per poter lanciare nella vasca una monetina, che come vuole la tradizione, assicura il ritorno nella città eterna!