IL MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA

APPUNTAMENTO: DOMENICA 5 GENNAIO 2020 H 10,30 ALL'INGRESSO IN PIAZZALE DI VILLA GIULIA 9. DURATA: 2 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE DAL CARTELLO ROMA BELLA. PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando i n. tel. 0697858194; 0661661527.

INGRESSI GRATUITI PER LA PRIMA DOMENICA DEL MESE

Istituito nel 1889, è ospitato nella dimora edificata per Papa Giulio III Del Monte, alla metà del XVI secolo, dal Vignola con la collaborazione del Vasari e dell'Ammannati. Cinque sale del museo sono dedicate ai reperti della città di Vulci: alcuni bronzetti sardi, tra cui una piccola figura con copricapo e scudo, proveniente dalla Tomba del Bronzetto Nuragico (seconda metà del IX secolo a.C.); un carro rivestito in lamina bronzea decorata a sbalzo dalla Tomba del carro di bronzo (680-670 a.C.); l'armatura bronzea di un oplita dalla Tomba del Guerriero (520 a.C.).

L'antica città di Bisenzio sulle rive del Lago di Bolsena e la necropoli dell'Olmo Bello hanno restituito corredi funerari di notevole interesse: un carrello cerimoniale della seconda metà dell'VIII secolo a.C. ornato da gruppi di figure plastiche e un'anfora in lamina di bronzo del 730 a.C., con coperchio decorato da sette figure danzanti e al centro da una divinità infera. Le sale dedicate a Veio espongono le famose statue acroteriali dal santuario di Portonaccio: Apollo ed Eracle in lotta per il possesso della cerva cerinite, Latona con in braccio il piccolo Apollo, ed infine Hermes, della fine del VI secolo a.C.

Nelle sale riservate a Cerveteri un vero capolavoro è il Sarcofago degli Sposi (VI secolo a.C.), frutto di scavo clandestino dalla necropoli della Banditaccia: una coppia di coniugi a banchetto semirecumbente su una kline, l'uomo in nudità eroica, la compagna con tutulus, lungo chitone e mantello secondo la moda ionica. La sezione dedicata agli scavi di Pyrgi, antico porto di Cerveteri, si segnala per la presenza dell'altorilievo in terracotta con la saga tebana e di numerosi reperti provenienti dal sito archeologico, tra cui le lamine d'oro rinvenute nel 1964 (in copia).

Tra i capolavori dell'Antiquarium si segnalano la Cista Ficoroni, opera di Novios Plautios, ornata con un episodio del Ciclo degli Argonauti, e il gruppo dell'Aratore di Arezzo raffigurante una coppia di buoi con l'aratro e un contadino. Molto significativa è l'olpe Chigi: rinvenuta a Veio (presso Formello), è ornata su più registri in vivace policromia con il giudizio di Paride, scene di caccia e gruppi di guerrieri. Dal santuario scoperto in località Lo Scasato proviene il celebre busto di Apollo, parte di altorilievo frontonale (fine IV - inizio III secolo a.C.).