LA TOMBA DEI LEOPARDI NELLA NECROPOLI DEI MONTEROZZI DI TARQUINIA

La tomba dei Leopardi, rinvenuta nel XIX secolo, è il vero e proprio gioiello della necropoli dei Monterozzi di Tarquinia. Si configura come una piccola camera a pianta rettangolare scavata in profondità nel banco calcareo, con soffitto a doppia falda e trave di colmo riccamente decorato. L'accesso avviene oggi attraverso un dromos di discesa a gradini che non è quello originario, distrutto dall'apertura della strada provinciale moderna.

Il nome attribuito dagli scopritori alla tomba si deve alla raffigurazione di due leopardi affrontati nel frontone opposto all'ingresso, separati da un alberello al posto del consueto sostegno centrale della trave di colmo.

Nella parete destra è raffigurato un danzatore con una grande kylix in bucchero che balla sfrenato, indossando la tebenna, la caratteristica veste etrusca. Il danzatore è accompagnato da due suonatori: uno, vestito di giallo con linee azzurre e rosse sul mantello, suona un aulòs (doppio flauto), mentre quello più a destra suona la cetra.

La scena dipinta sulla parete di fondo mostra un simposio, immaginato all'aperto, fra cespugli di corniolo, con uomini e donne distesi su triclini mentre consumano i cibi portati loro da giovani servi nudi.

Le tre coppie di sposi sdraiati sui triclini sorseggiano vino allietati dalle danze e dalla musica, e sono raffigurati con il capo cinto da un ramo di mirto. Le donne hanno i capelli di colore biondo, la carnagione chiara e sono riccamente abbigliate. Gli uomini sono raffigurati con la carnagione più scura ed a torso scoperto. Il personaggio maschile all'estrema destra offre un uovo, simbolo di fecondità, alla sposa. Da queste famose raffigurazioni è possibile notare la ricchezza di dettagli, la cura dell'aspetto fisico e il ricercato abbigliamento degli uomini e delle donne etrusche.

Il soffitto a due spioventi è decorato con un motivo a scacchi bianchi, rossi e verdi, per riprodurre una tenda, una sorta di copertura provvisoria per proteggere i commensali nel banchetto che si svolge all'aperto. Il "columen" riprende i colori del soffitto ed è ornato con magnifici rosoni policromi su fondo bianco.

Da un punto di vista stilistico, il ciclo decorativo della tomba dei Leopardi è un prodotto dell'arcaismo maturo, che ha abbandonato la ieraticità e la rigidità delle scene di banchetto precedenti, proponendoci il quadro di una realtà di vita quotidiana espressa con toni vivaci e movenze realistiche.

La datazione si colloca tra il 490 ed il 470 a.C.

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