PASSEGGIATA NEL CUORE DEL CAMPO MARZIO DA PIAZZA NAVONA A CAMPO DE' FIORI

APPUNTAMENTO: DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018 H 17 IN PIAZZA NAVONA DAVANTI ALLA FONTANA DEI QUATTRO FIUMI, LATO VERSO SANTA AGNESE IN AGONE.

DURATA: 2 H.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

In epoca romana arcaica il Campus Martius era una vasta superficie pianeggiante di circa 2 km quadrati esterna al circuito delle mura di Servio Tullio e del Pomerium, compresa tra il Campidoglio, le pendici del Quirinale ed il Tevere. Venne incluso solo in epoca molto tarda, sotto l'impero di Augusto, nel territorio urbano. Augusto suddivise tutta la città in 14 Regiones, assegnando al Campus Martius la Regio VII Via Lata (dalle pendici del Pincio a Via del Corso) e la Regio IX Circus Flaminius (da via del Corso al Tevere).

Sin dal periodo regio, l'area era sacra al dio della guerra Marte, ed era utilizzata sia per le esercitazioni militari, sia per le corse del trigarium, un tipo di carro molto arcaico con tiro a 3 cavalli, il cui uso andò perso nel corso del V secolo a.C., sia per la sosta degli eserciti di ritorno dalle guerre, che dovevano rimanervi per i rituali di purificazione prima di poter superare il Pomerium. Il re etrusco Tarquinio il Superbo se ne appropriò e lo fece coltivare a grano; dopo la cacciata dei re, nel 509 a.C., il Campo Marzio tornò ad essere ager publicus e fu riconsacrato al dio Marte.

L'avvio della monumentalizzazione del Campo Marzio, in gran parte privo di edifici e paludoso, si ebbe con la costruzione del teatro di Pompeo nel 55 a.C. Subito dopo Giulio Cesare costruì gli edifici utilizzati per le votazioni e per lo spoglio delle schede elettorali, i Saepta Iulia (in corrispondenza della attuale Piazza di Santa Maria sopra Minerva) e la Villa publica.

Nel 19 a.C. Marco Vipsanio Agrippa edificò la basilica di Nettuno, le terme alimentate dall'Aqua Virgo (presso la attuale via dell'Arco della Ciambella) e il Pantheon, che in quell'epoca non era circolare ma rettangolare e molto più piccolo della versione attuale.

La zona meno edificata più a nord accolse il Mausoleo di Augusto, l'ara pacis e l'orologio solare formato da una ampia base in marmo che aveva come gnomone l'obelisco oggi in Piazza Montecitorio. Nel giorno natale di Ottaviano Augusto, l'ombra dello gnomone raggiungeva l'entrata dell'Ara Pacis, il monumento che celebrava la pace e la stabilità favorite dal governo di Augusto.

E' straordinario osservare come ancora oggi la disposizione degli edifici e delle strade moderne sia fortemente condizionata dalla topografia antica. Il complesso più interessante a tale proposito è certo costituito da Piazza Navona (prima tappa del nostro percorso), che ricalca esattamente in forma e dimensioni lo Stadio costruito da Domiziano tra l'81 e l'86 d.C. e riservato agli agones, cioè alle gare di stampo olimpico di cui l'imperatore Domiziano era appassionato.

Ci spostiamo in Piazza della Rotonda, dove il Pantheon si erge praticamente intatto dopo 1900 anni di storia. La sua "salvezza" si deve al fatto che nel 609 d.C., fu trasformato nella chiesa di Santa Maria ad Martyres da papa Bonifacio IV. Il primitivo tempio costruito da Agrippa tra il 27 ed il 25 a.C., come periptero esastilo con facciata rivolta a sud, dopo l'incendio che devastò il Campo Marzio nell'80 d.C. fu integralmente ricostruito da Adriano: la datazione del nuovo Pantheon tra il 118 ed il 125 d.C. è confermata oltre che dalle fonti letterarie, anche dai bolli laterizi, che riportano i nomi dei consoli in carica in quegli anni.

Nella zona denominata Area Sacra di Largo di Torre Argentina possiamo osservare i basamenti e le porzioni di elevato di quattro templi di età repubblicana, sorti tra il IV ed il II secolo a.C.: il Tempio di Feronia, il più antico, quello di Giuturna, del III secolo a.C., il Tempio dei Lari Permarini, del 179 a.C., ed il Tempio della Fortuna Huiusce Diei, dedicato da Quinto Lutazio Catulo nel 101 a.C.

I Portici del Teatro di Pompeo, iniziato nel 61 e completato nel 55 a.C., si sviluppano a partire da Largo di Torre Argentina fino a Campo de' Fiori dove termineremo la nostra passeggiata. Si trattava di una grande piazza delimitata da ali di portico, con giardini e fontane ornamentali, chiusa verso Campo de' Fiori dal Teatro, la cui cavea giace sepolta sotto i palazzi seicenteschi di Via di Grotta Pinta, il cui andamento curvilineo ricalca la curvatura della cavea. Nel piano seminterrato del Ristorante Da Pancrazio in Piazza del Biscione si possono ancora vedere consistenti resti delle strutture in opus reticulatum del teatro, in modo particolare i setti murari radiali di sostegno delle gradinate. Il Tempio di Venere Genitrice, che sormontava la immensa cavea capace di 18.000 posti a sedere, corrisponde alla zona occupata oggi da Palazzo Righetti affacciato su Campo de' Fiori.

Termine del percorso sotto la statua di Giordano Bruno, in Campo de' Fiori.