ROMA NASCOSTA: PASSEGGIATA GUIDATA DALL'ISOLA TIBERINA AL GHETTO EBRAICO

APPUNTAMENTO: SABATO 15 DICEMBRE 2018 H 17,30 DAVANTI ALLA BASILICA DI SAN BARTOLOMEO ALL'ISOLA TIBERINA; TERMINE A PIAZZA COSTAGUTI.

DURATA: 1 H E 45'.

LA GUIDA E' RICONOSCIBILE DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA MAIL A: romabella@visite-guidate-roma.com, o chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 9-19).

Una passeggiata insolita, ricchissima di curiosità, aneddoti, leggende e notizie storiche, è quella che parte dalla basilica di san Bartolomeo all'Isola Tiberina e si sviluppa nel cuore del ghetto degli Ebrei, tutto racchiuso nel Rione sant'Angelo, il più piccolo di Roma, istituito da Papa Benedetto XIV.

L'isola tiberina deriva il suo nome dal fatto di trovarsi proprio al centro del fiume Tevere, Tiber in latino, in corrispondenza dell'antico guado che in epoca remota, prima ancora della nascita dell'Urbe, consentiva l'attraversamento del fiume a piedi nei periodi di secca. Secondo la tradizione, nel III secolo a.C. accolse il Tempio di Esculapio, dio della medicina, e diventò un vero e proprio luogo di ricovero per malati e moribondi, che con offerte e sacrifici si affidavano alle cure del dio per ottenere una guarigione miracolosa quanto improbabile. Ancora oggi i resti del tempio si possono osservare nel portico della basilica di san Bartolomeo, e non è un caso che nel corso di tutta la sua storia l'isola sia rimasta sempre un luogo di cura. Lo dimostra la presenza dell'antico Lazzaretto Brutto, così era chiamato nel Medioevo il ricovero degli appestati, ed in tempi molto più recenti l'Ospedale San Giovanni Calibita ovvero il Fatebenefratelli, istituito nel 1574, e l'ospedale israelitico, di più recente fondazione.

Lasciamo alle nostre spalle l'isola tiberina, con la sua millenaria storia, per attraversare Ponte Fabricio, costruito nel 62 a.C. dal curator viarum Lucius Fabricus ed ancora perfettamente conservato, per addentrarci nei vicoli del "serraglio" o ghetto degli Ebrei, sulla riva sinistra del Tevere.

Istituito con la bolla papale "cum nimis absurdum" nel 1555 da papa Paolo IV Carafa, il ghetto accolse al suo interno tutta la minoranza ebraica di Roma, di antichissima origine: basti pensare che le più antiche catacombe ebraiche della città risalgono al II secolo a.C.! Gli Ebrei, che fino a quel momento avevano vissuto liberi di muoversi in città e di svolgere le loro professioni, all'improvviso si trovarono obbligatoriamente rinchiusi in un piccolo quartiere di soli 3 ettari di superficie, in abitazioni fatiscenti, buie e sottoposte al continuo rischio delle piene del Tevere data la quota molto bassa di questa zona di Roma e la assenza di argini.

Penose erano anche le condizioni imposte dal papa: non poter circolare fuori dal ghetto dopo il tramonto se non dietro specifica dispensa, non poter possedere beni immobili, non poter svolgere attività libero professionali di prestigio, come il notaio o l'avvocato, essere obbligati a circolare con un marchio di riconoscimento cucito sull'abito. Le attività loro consentite nel quartiere erano le più umili: il commercio degli stracci, delle scarpe e degli abiti usati, ed il mercato del pesce pescato nel Tevere, di scadente qualità. L'antico ghetto papalino fu demolito dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia nel 1870, e al suo posto furono edificati 4 isolati disposti ortogonalmente, uno dei quali occupato dalla Sinagoga, o Tempio Maggiore, donata agli Ebrei agli inizi del Novecento.

Ripercorrendo i suggestivi e romantici vicoli che restano dell'originario ghetto dopo le bonifiche ottocentesche, ci soffermeremo su dettagli di grande interesse, come le cosiddette Pietre di Inciampo, o su magnifiche opere d'arte come la celeberrima Fontana delle Tartarughe, opera di Giacomo della Porta, Taddeo Landini e Gian Lorenzo Bernini, ed il portico di Ottavia, eretto nel 23 a.C. dall'imperatore Ottaviano Augusto in onore dell'amata sorella. Ma non mancheremo di ripercorrere con la memoria le vicende più recenti e tristi del quartiere, vergognose macchie indelebili nella storia della nostra città, come il rastrellamento di più di 1000 persone operato dai Tedeschi il 16 ottobre del 1943, e la loro deportazione ad Auschwitz.

SISTO V, IL PONTE FABRICIO ED IL SERPENTE DI ESCULAPIO

IL PORTICO DI OTTAVIA ED IL TEATRO DI MARCELLO