STADIO, PAEDAGOGIUM E SCHOLA PRAECONUM, PENDICI OCCIDENTALI, SEPTIZODIUM E ARCATE SEVERIANE

STADIO

A est della domus Augustana si trova lo Stadio. Si tratta di un edificio di forma rettangolare, lungo mt 150, utilizzato dalla famiglia imperiale come giardino per il passeggio o per gli esercizi ginnici. L'edificio, che presenta il lato corto meridionale curvilineo, era circondato da un portico su due livelli. Il livello inferiore era sostenuto da pilastri in laterizio, quello superiore da colonne di marmo. I pilastri, le pareti ed i pavimenti erano originariamente rivestiti di lastre marmoree. Sul lato orientale si apre il palco imperiale costituito da una esedra curvilinea nella quale si alternano nicchie rettangolari e semicircolari. Gli accessi allo stadio sono sul lato meridionale e nell'angolo nord-est dove è presente una scala che conduce al ninfeo e alle terrazze superiori. Il recinto di forma ellittica visibile al centro del complesso è databile al periodo in cui Teodorico (457-526 d.C.) risiedette sul Palatino, nella antica dimora degli imperatori romani.

PAEDAGOGIUM E SCHOLA PRAECONUM

In asse con gli edifici della domus Flavia sul versante meridionale del colle, è possibile osservare un portico su pilastri coperto da una trabeazione marmorea. La struttura è frutto dei restauri della metà del XIX secolo, opera di Luigi Canina, e segna il luogo in cui sono stati localizzati gli ambienti del Paedagogium. Questo termine indica la scuola dei domestici dell'imperatore, destinati a occupare le varie mansioni legate alla amministrazione del palazzo, ed è stato riscontrato in numerosi graffiti trovati sulle pareti dell'edificio. Di particolare importanza un graffito raffigurante un crocifisso, con la testa di asino, verosimilmente una immagine blasfema di Cristo, e un giovane in atto di adorazione sotto il quale sono graffite le parole in greco "Alexamenos adora il suo Dio".

Si tratta della più antica rappresentazione della crocifissione di Cristo, databile agli inizi del III secolo d.C. A sud del Paedagogium alle estreme pendici del Palatino, verso il Circo Massimo, è un edificio nel quale si è voluta riconoscere la Schola Praeconum ovvero la sede degli araldi pubblici. Questa attribuzione è dovuta alla presenza in uno degli ambienti di un mosaico pavimentale raffigurante una processione. Tra i personaggi che compongono la raffigurazione si riconoscono due araldi con vessilli seguiti da altri recanti il caduceo, simbolo di Mercurio, divinità protettrice dei Praecones. Alcuni ambienti dell'edificio risalenti al III secolo vennero utilizzati come discarica nel V secolo d.C. Lo studio dei reperti di questo contesto (anfore, ceramiche comuni da mensa e da focolare ecc.) ha permesso di perfezionare le informazioni sulla storia economica di Roma nel periodo tardo-antico.

PENDICI OCCIDENTALI DEL PALATINO

Affacciandosi dalla terrazza degli Orti Farnesiani che guarda verso il Campidoglio è possibile osservare i monumenti lungo le pendici occidentali del colle Palatino. Agli stessi è possibile accedere attraverso il Vicus Tuscus nel Foro e il Clivus Victoriae che, dipartendosi dal Teatro del Fontanone, giunge fino al tempio della Vittoria. Da notare innanzitutto nell'angolo sud-occidentale le possenti sostruzioni che sorreggono i terrazzamenti del santuario della Magna Mater. Sempre in questa zona sono visibili i resti delle fortificazioni di età arcaica e repubblicana. Il muraglione che costeggia il Clivus, di età Rinascimentale, definiva il limite occidentale degli Orti. Nell'angolo nord-occidentale sono collocati gli Horrea Agrippiana che occupano lo spazio compreso tra l'attuale chiesa di San Teodoro e gli ampliamenti di età flavia della Domus Tiberiana. L'edificio doveva estendersi al di sotto della chiesa di San Teodoro, martire sotto Diocleziano e Massimiano. Nella chiesa, di forma circolare coperta a cupola con coste e vele di tipo fiorentino (la prima testimoniata a Roma), fino al XVI secolo venne conservata la lupa bronzea simbolo di Roma che oggi si trova in Campidoglio.

COMPLESSO SEVERIANO E SETTIZODIO

Nel III secolo d.C. a completamento del progetto iniziato in età Flavia, i palazzi imperiali vennero estesi nella zona a sud-ovest dello Stadio. I nuovi edifici, opera dell'imperatore Settimio Severo, comprendevano degli ambienti termali, terrazze ed un palco per assistere alle gare del Circo. L'intero complesso era eretto su sostruzioni in laterizio, le cosiddette Arcate Severiane, che ancora oggi caratterizzano con la loro mole l'angolo sud-orientale del colle. Sempre in questa area ma ancora più a est fino al 1588 era possibile vedere il Septizodium: come ricordano gli autori antichi, Settimio Severo che era originario di Leptis Magna in Libia costruì l'edificio affinché i viaggiatori che arrivavano a Roma dall'Appia fossero subito colpiti dalla magnificenza della città e dalla potenza dell'imperatore. L'aspetto del Septizodium era quello di una scena teatrale decorata con una grande quantità di statue, colonne di marmo policromo e fontane. Proprio questa grande ricchezza di marmi pregiati indusse papa Sisto V a demolire l'edificio e a reimpiegare il materiale in nuove costruzioni. I documenti relativi alla demolizione, conservati nell'Archivio Segreto Vaticano, ricordano oltre al riutilizzo delle colonne in varie chiese di Roma, le fondazioni dell'obelisco vaticano, la costruzione della base della statua di San Paolo in cima alla colonna di Marco Aurelio in Piazza Colonna, la costruzione delle tombe di Sisto V e Pio V in Santa Maria Maggiore.

Per richiedere ulteriori informazioni sulla visita guidata didattica ai fori imperiali e sul Palatino per le scuole, compilare il form sottostante, oppure scrivere a amicidiromabella@virgilio.it.