LA FONTANA DEL MORO IN PIAZZA NAVONA

La cosiddetta fontana del Moro è una delle tre vasche che ornano in linea mediana piazza Navona; è all'estremità meridionale della piazza, e rientra nel vasto programma di ripristino dell'Acquedotto Vergine, costruito da Agrippa nel 19 a.C. e riattivato per volontà di Papa Gregorio XIII (1572-1585).

Il grandioso progetto prevedeva la costruzione di 18 fontane nelle piazze principali della città in cui arrivavano le nuove diramazioni delle condutture, all'interno di una rete che comprendeva utenze pubbliche e private. Prima della realizzazione di tutte le fontane infatti, la popolazione era costretta a bere l'acqua del Tevere, raccolta a monte della città, depositata per alcuni giorni e poi venduta dai cosiddetti "Acquarenari".

Nelle fontane alimentate dall'acquedotto Vergine tuttavia i giochi d'acqua a causa del basso livello dell'acquedotto erano lontani dalle suggestioni barocche e venivano risolti con lievi zampilli o vele leggere; i risultati successivamente raggiunti da Bernini nella fontana dei fiumi erano stati resi possibili per un accrescimento del getto d'acqua proveniente dall'Acqua Paola.

Protagonista della realizzazione delle fontane fu Giacomo Della Porta, coadiuvato da Bartolomeo Gritti e da una squadra di scultori e scalpellini. La tipologia adottata era pressoché simile in ogni fontana, sia per il motivo ricorrente a calice e cantaro, sia per gli elementi decorativi: delfini, tritoni, mascheroni, volti umani ed animali desunti dal repertorio classico, conchiglie, putti.

Il Della Porta ideò entrambe le fontane laterali di piazza Navona, separate da un grosso abbeveratoio per cavalli al centro (poi trasferito presso il Giardino del Lago a Villa Borghese), e nel 1574 ne affidò l'esecuzione a Ludovico Rossi; questi tuttavia non terminò il lavoro nei tempi stabiliti e nel 1576 fu stipulato un nuovo contratto per la costruzione di due parapetti in travertino.

Il gruppo del Della Porta era impegnato ad operare in più fontane contemporaneamente, per l'esigenza di realizzare in breve opere celebrative e di pubblica utilità, ciò si verificò ad esempio per le fontane di Piazza Navona e per quella di Piazza della Rotonda. Quelle di piazza Navona sono in marmo portasanta, con bacini mistilinei (secondo il modulo cerchio - quadrato) e, per entrambe, era prevista una ornamentazione plastica di gusto manieristico, con quattro mascheroni alternati a quattro tritoni. La fontana meridionale del Moro, compiuta nel 1575, fu in effetti dotata degli elementi decorativi previsti (provenienti dalla fontana che lo stesso Della Porta aveva eretto l'anno precedente in Piazza del Popolo), oltre che di una balaustra preceduta da due scalini, che riprendevano il motivo della vasca. La decorazione non fu applicata invece alla vasca settentrionale per mancanza di fondi, e le sculture a soggetto marino già realizzate furono destinate alla fontana in Piazza della Rotonda (1577).

I gruppi plastici che ornavano la fontana del Moro furono poi trasferiti in un piccolo piazzale presso Villa Borghese, e maschere e tritoni originali furono sostituiti dalle copie realizzate da Luigi Amici (1874). Il gruppo scultoreo centrale del Moro che lotta con un delfino è invece opera di Antonio Mari (1654) che lo realizzò su disegno di Bernini: quest'ultimo fu anche autore della seconda piscina attorno alla vasca cinquecentesca, realizzata su disegno di Borromini.

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