TERME DEL FORO E LATRINA PUBBLICA

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TERME DEL FORO. Le magnifiche Terme del Foro furono erette all'estremità sud-orientale del Foro di Ostia nella seconda metà del II secolo d.C. dal prefetto del pretorio Marcus Gavius Gabinius, furono ristrutturate nel IV secolo ed utilizzate a lungo, fino a tutto il V secolo, anche nel periodo di piena decadenza della colonia.

L'entrata principale, su Via della Forica, introduce in un ampio Frigidarium con piscine di acqua fredda lungo i lati e ambienti utilizzati come spogliatoi collegati con dei passaggi. Un'epigrafe scolpita su un frammento di architrave trovato nel Frigidarium menziona espressamente il Loutron Alexiponon, letteralmente "il bagno che lenisce il dolore", con chiaro riferimento al benessere portato dalla frequentazione delle terme, attività molto gradita e diffusissima nel mondo romano. L'accesso alle terme era infatti completamente gratuito, non aveva limiti di tempo e consentiva di dedicarsi a lungo alla cura del corpo, attraverso esercizi di ginnastica, saune, abluzioni in piscine surriscaldate e nuotate in acqua fredda per tonificare i muscoli e migliorare la circolazione sanguigna, come prescrivevano già i medici antichi.

Gli ambienti riservati alle saune e ai bagni riscaldati (Calidaria) erano disposti sul lato meridionale delle terme, esposto al sole, allo scopo di sfruttare al meglio il contributo della radiazione solare, risparmiando sulla legna da ardere. Il sistema di riscaldamento era sotterraneo (Hypocaustum) e prevedeva la presenza di forni (Praefurnia) che riscaldavano l'acqua contenuta in caldaie bombate di bronzo (Testudines). Queste producevano vapore, che veniva incanalato all'interno dei muri e lungo le pareti delle piscine tramite delle condutture a sezione quadrata di terracotta (Tubuli) che fuoriuscivano sul tetto, riscaldando in modo uniforme e con la minima dispersione termica tutti gli ambienti a sud.

Il "gymnasium" ovvero la palestra per gli esercizi si trovava in un vasto spazio aperto ancora più a sud. Una biblioteca ad uso pubblico completava la funzionalità del complesso, per permettere ai frequentatori di curare non solo il corpo, ma anche lo spirito! Le terme erano aperte anche alle donne alle quali non era proibito l'ingresso in contemporanea con gli uomini: al contrario, le terme pubbliche erano considerate un luogo dove poter fare incontri galanti. La presenza di frequentatrici è testimoniata dai numerosi spilloni per capelli in osso e avorio rinvenuti nel corso degli scavi.

LATRINA. Ostia conserva uno degli esempi più belli e meglio conservati di latrina pubblica: la Forica adiacente alle Terme sopra descritte. Fu ricavata nel corso del IV secolo d.C. al piano terreno di una preesistente insula di età adrianea, che fu riadattata allo scopo, ampliando gli ambienti e realizzando (con materiale in parte di recupero) un sedile con 22 fori sotto il quale correva un canale di scolo dei liquami. Si entrava dalla porta di sinistra che aveva un tornello girevole e completamente chiuso, tale da impedire la vista all'interno; si usciva poi dalla porta di destra. La abbondante presenza di acqua sia nei canali di scolo che in un lavello ricavato all'interno, permetteva una igiene personale accurata, di gran lunga superiore a quella praticata in epoche successive, come il Medioevo e il Rinascimento, quando l'uso dell'acqua per la pulizia del corpo era pressoché inesistente.