IL MUSEO DELLE CIVILTA' COLLEZIONE PREISTORIA

IL MUSEO DELLE CIVILTA' - COLLEZIONE PREISTORIA 

APPUNTAMENTO: DOMENICA 1 NOVEMBRE H 9,30 IN PIAZZA GUGLIELMO MARCONI 14 ROMA - EUR. DURATA 1 H E 45'. LA GUIDA E' RICONOSCIBILE IN LOCO DAL CARTELLO ROMA BELLA.

PRENOTAZIONE: OBBLIGATORIA VIA WHATSAPP dott.ssa Vittoria Morandi Tarabella cell. 3396798106, chiamando il n. tel. 0661661527 (attivo tutti i giorni h 8-20) o mail a: inforomabella@virgilio.it

La collezione preistorica del MuCiv è la più grande d'Italia, nata nel 1875 al Collegio Romano per volontà di Luigi Pigorini, quando la nuova Capitale voleva dare un ordine scientifico a tutto quello che si scavava in Italia.

Oggi sono oltre 150.000 pezzi, ma noi in un'ora e mezza ne seguiremo solo alcuni, quelli che raccontano davvero.

Si parte dall'uomo. Davanti al cranio Guattari 1, trovato nella Grotta Guattari al Circeo, capiamo chi erano i Neandertal. Non un antenato lontano e bruto, ma un uomo che già seppelliva i suoi morti.

Da lì passiamo alle mani: come si scheggia una selce, quanto ci vuole, cosa significa avere un utensile. Poi cambiamo registro. Nel buio della sala delle Veneri, incontriamo le tre statuette paleolitiche di Savignano, del Trasimeno e de La Marmotta. Sono piccole, stanno in un palmo, eppure sono i primi tentativi di rappresentare il corpo, la fertilità, forse una dea. A pochi metri da loro, le piroghe di Bracciano: due tronchi scavati di settemilacinquecento anni fa, tirati fuori dal fango del lago dove c'era un villaggio neolitico sommerso. Sono le barche più antiche del Mediterraneo e ti fanno capire che il neolitico non era affatto primitivo, era ingegneria. L'ultima parte è quella del metallo, del potere. Apriamo i ripostigli, quelli di Coste del Marano e Polada, dove il bronzo veniva nascosto come oggi si nasconde l'oro. Guardiamo le spade nuragiche che non hanno mai combattuto, erano rituali, e il piccolo bronzetto di guerriero sardo che ancora oggi sembra moderno. 

Chiudiamo con un oggetto minuscolo che vale più di tutti: la Fibula Prenestina. 


Un piccolo fermaglio d'oro con incisa una frase in latino arcaico: MĀNIOS MĒD FHEFHAKĒD NVMASIŌI -  "Manius mi ha fatto per Numerius". È la prima volta che qualcuno ha scritto in latino, e l'ha fatto per dire a chi apparteneva una cosa. Il nuovo allestimento si chiama "Preistoria? Storia dell'Antropocene" proprio per questo. Ci chiede se la storia inizia davvero con la scrittura o se inizia molto prima, quando abbiamo iniziato a lasciare un segno sul pianeta.

È una visita che non è una lezione, è un dialogo, novanta minuti in cui si cammina poco, si guarda e si parla molto!